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Nessuno può restare indifferente

Salvatore Cimmino al Centro Riabilitativo di Goma (Repubblica Democratica del Congo)

Salvatore Cimmino, durante la sua precedente visita al Centro di Riabilitazione Shitika La Umoia, nella Repubblica Democratica del Congo, struttura che sta per compoiere cinquant’anni e alla quale porterà in dono, grazie all’INAIL, ben 10 metri cubi di ausili

Solidarietà e Carità non significano elemosina. È da molto tempo, infatti, che viviamo questo grande equivoco. Solidarietà e Carità vogliono dire esprimere nei fatti l’Amore e la Giustizia per il prossimo, equivalgono al coraggio di denunciare la sopraffazione e rappresentano la determinazione a impegnarsi per il bene di tutti, perché siamo tutti responsabili del bene di ciascuno.

Sono in partenza per Goma, capoluogo del Nord Kivu, che si trova ai piedi del gigantesco vulcano Nyiragongo, nella Repubblica Democratica del Congo. Qui, a causa delle violenze di una guerra tribale che si protrae da diversi anni, le comunità sono distrutte, i valori svaniscono.
Quando i villaggi vengono attaccati e saccheggiati, nessuno è al sicuro, nessuno viene risparmiato e vengono uccisi indiscriminatamente donne, bambine e bambini, uomini. Tutto questo accade per il possesso delle risorse forestali e degli ingenti giacimenti di oro, diamanti, rame e coltan.
Il coltan, nello specifico, è un minerale indispensabile per l’industria che produce alta tecnologia e la Repubblica Democratica del Congo ne possiede l’80% delle riserve mondiali. A causa dell’estrazione di questo prezioso minerale, le popolazioni locali si sono viste espropriate delle loro terre. Gli introiti delle attività hanno finanziato la guerra civile, gli impatti ambientali sono stati gravissimi e i diritti della popolazione continuano ad essere gravemente e sistematicamente violati.
Per tentare di frenare questa catastrofe, c’è bisogno di parole semplici, di parole vere, di uno sguardo capace di fare una diagnosi e di saper proporre una cura.
Allora, per prima cosa, è necessario dire che la grande vittima delle guerre di potere è stato il buonsenso. Il buonsenso è dunque, da sempre, il fondamento della vita umana. Non è innato, ma lo si conquista vivendo. E a cosa serve il buonsenso? A capire ciò che per noi è utile e ciò che non lo è, dove utile è sinonimo di bene. Nella logica naturale dell’essere umano, infatti, è compresa l’idea che crescere e invecchiare consistano proprio nell’acquisire la capacità di distinguere tra bene e male.
Il buonsenso suggerisce che nessuno può restare indifferente dinanzi ai drammatici fatti che accadono quotidianamente nella Repubblica Democratica del Congo. Diventa necessario che il mondo occidentale, e in particolare l’Europa, assuma un’iniziativa seria ed efficace, volta a pacificare quella meravigliosa terra che è il Nord Kivu.

Il 15 novembre prossimo il Centro di Riabilitazione Shirika La Umoja festeggerà i cinquant’anni dalla sua fondazione, ricorrenza che è la ragione principale della mia visita a Goma.
Nell’ultimo anno, a causa dei ben noti motivi che anche qui ho sintetizzato i pazienti sono triplicati e l’istituto non sempre è in grado di soddisfare la domanda di assistenza: per questo voglio ringraziare l’INAIL che, grazie a un protocollo d’intesa, ha potuto fornire oltre 10 metri cubi di ausili, che porterò alle persone in cura al Centro di Riabilitazione di Goma, e ringrazio anche l’Associazione Montesacro che, sostenendo un’ingente costo economico, ha raccolto questo importante tesoro in vari luoghi della Regione Lazio.

E per nutrire la speranza di un futuro migliore, voglio porgere ai Lettori un saluto in lingua swahili: Jambo Kwa Wote.

Nuotatore della Canottieri Aniene, amputato della gamba destra, ha portato avanti, negli anni scorsi, un vero e proprio giro del mondo a nuoto – concluso il 28 giugno di quest’anno a New York, con il periplo dell’Isola di Manhattan -, puntualmente seguito anche dal nostro giornale e denominato “A nuoto nei mari del globo”, per dare visibilità al suo progetto “Un mondo senza barriere e senza frontiere”. L’iniziativa – patrocinata dal CIP (Comitato Italiano Paralimpico) – ha portato Cimmino a compiere numerose imprese natatorie ritenute “impossibili”, soprattutto in Africa (e proprio nel Lago Kivu, tra Kiumba e Goma), nelle Americhe e in Oceania.