L’UICI pronta alla mobilitazione

«L’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) – riferisce il presidente dell’Associazione Mario Barbuto – esprime fortissime preoccupazioni per la Legge di Stabilità e la Legge di Bilancio del 2015 e lancia un appello a Parlamento e Governo perché sappiano trovare le risorse necessarie ad assicurare ai ciechi e agli ipovedenti italiani il diritto a un’esistenza dignitosa». Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo

Mario Barbuto con Viola

Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), con il suo cane guida Viola

Il Consiglio Nazionale dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), riunitosi il 22 e 23 novembre, intende esprimere fortissime preoccupazioni relative alla Legge di Stabilità e alla Legge di Bilancio del 2015, attualmente in discussione alla Camera, con le quali vengono praticamente azzerate le risorse a disposizione dell’Associazione e quindi della vasta platea degli utenti privi della vista. Tali risorse, infatti, sono necessarie a garantire a più di un milione di cittadini con disabilità visiva servizi essenziali per i quali l’UICI è delegata da una Legge dello Stato: la 1047 del 1947 [Decreto Legislativo del Capo Provvisorio dello Stato, 26 settembre 19467, n. 1047, N.d.R.].
I servizi sono innumerevoli e vengono esplicati sia a livello nazionale sia a livello territoriale in tutte le Province: la formazione professionale, il supporto all’integrazione scolastica, il libro parlato, il servizio di consulenza e di assistenza delle persone anziane, le attività ricreative, sportive, di integrazione e aggiornamento lavorativo e molti altri aspetti della vita quotidiana, che rischiano di deteriorarsi in modo irrimediabile per tante persone già colpite da una condizione di disabilità giudicata gravissima anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il lavoro, la scuola, la mobilità, la cultura, le minorazioni aggiuntive, l’assistenza, i servizi, sono un dovere inderogabile per lo Stato e sono un diritto inalienabile per noi: un diritto umano basilare, il diritto a una vita dignitosa e meritevole di essere vissuta. Quel diritto riconosciuto e sancito anche dalla Convenzione dell’ONU contro le discriminazioni e dalla Carta Sociale Europea, oltre che dalla nostra Carta Costituzionale.

I ciechi e gli ipovedenti italiani, dunque, esigono con fermezza dallo Stato il diritto a vivere la loro vita con dignità e con la certezza di una continuità nel ricevere tutti quei servizi che l’UICI offre loro ogni giorno a titolo assolutamente gratuito.
L’UICI chiede pertanto al Governo e al Parlamento di apportare alla Legge di Stabilità in Senato quelle correzioni che non si sono potute apportare alla Camera per motivi puramente tecnici, al fine di restituire certezze, serenità e dignità a quella vasta platea di persone già poste in condizione di grande disagio a causa di una minorazione gravissima e altamente invalidante.
Il nostro Consiglio Nazionale – a sostegno di tale ragionevole richiesta e a rafforzamento di tale legittima aspettativa dei ciechi e degli ipovedenti italiani -, mentre attende dal Governo e dal Parlamento un’0azione chiara e rassicurante, proclama l’immediata mobilitazione generale della categoria, riservandosi di sviluppare ogni iniziativa utile sia sul piano locale sia su quello nazionale, a partire dall’apertura di un dialogo con i Prefetti di tutte le Province italiane, ma senza escludere la possibilità di organizzare una grande manifestazione a Roma nelle prossime settimane.
L’Unione, tuttavia, confida sulla lungimiranza e sulla sensibilità delle donne e degli uomini del Governo e del Parlamento, fiduciosa che sapranno trovare soluzioni equilibrate e rispettose della dignità di cittadini già tanto provati dalle difficili condizioni della propria esistenza di tutti i giorni.

Nell’approssimarsi del 13 dicembre, Festa di Santa Lucia, protettrice dei ciechi, ricorrenza nella quale il Consiglio Nazionale sarà ricevuto dal Santo Padre Papa Francesco in udienza speciale, formuliamo fervidi voti perché i rappresentanti del Governo e delle istituzioni della Repubblica sappiano trovare le necessarie, per quanto modestissime risorse, volte ad assicurare ai ciechi e agli ipovedenti italiani il diritto a un’esistenza dignitosa, cittadini tra i cittadini, eguali tra gli eguali.
Il nostro Consiglio rinnova pertanto il suo appello accorato al Parlamento e al Governo perché vogliano compiere un piccolo atto di umanità verso una categoria di persone già così aspramente flagellate dalla sorte, mentre alla cittadinanza, alle forze politiche, sociali e sindacali, rinnova la richiesta di solidarietà e sostegno perché vengano accolte le richieste dell’UICI.

Presidente nazionale dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), Associazione componente della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità).

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