Italia ancora esclusa dal premio alle città più accessibili

Sarà infatti uno tra Arona (Spagna), Borås (Svezia), Budapest (Ungheria), Helsinki (Finlandia), Logroño (Spagna), Lubiana (Slovenia) e Città di Lussemburgo (Lussemburgo), il centro urbano che si aggiudicherà il quinto “Access City Award”, premio della Commissione Europea alla città più accessibile, che verrà assegnato il 3 dicembre a Bruxelles, in occasione della Giornata Internazionale ed Europea delle Persone con Disabilità

Ávila (Spagna)

Una bella immagine delle antiche mura di Ávila, la città spagnola che nel 2011 si aggiudicò il primo “Access City Award”, premio alla città più accessibile dell’Unione Europea

Quale sarà la città dell’Unione che il 3 dicembre prossimo, in occasione della Giornata Internazionale ed Europea delle Persone con Disabilità, si aggiudicherà il quinto Access City Award, ovvero il premio alla città più accessibile succedendo ad Ávila (Spagna), Salisburgo (Austria), Berlino (Germania) e Göteborg (Svezia)?
Nemmeno quest’anno, purtroppo – confermando un’ormai triste tendenza negativa – sarà una città italiana, dal momento che Alessandria, Brescia e Parma, componenti il gruppo delle trentatré città sulle quali è stata attuata la preselezione, sono state escluse da quelle tra cui verrà scelta la vincitrice.
Le sette “finaliste” sono invece  Awarad

L’Access CityAward – lo ricordiamo – è un’iniziativa lanciata nel 2010 dalla Commissione Europea, in partnership con l’EDF (European Disability Forum), nata allo scopo di dare visibilità e di premiare quelle città che abbiano preso iniziative esemplari, per migliorare l’accessibilità nell’ambiente urbano alle persone con disabilità, e in un contesto di popolazione in età sempre più avanzata. E del resto, in linea con la Convenzione ONU sui Diritti per le Persone con Disabilità, l’accessibilità è anche uno dei pilastri della Strategia dell’Unione Europea sulla Disabilità 2010-2020, che mira a creare un’Europa senza barriere per tutti.
In particolare, il premio viene conferito a chi abbia effettivamente migliorato l’accessibilità in una serie di aspetti fondamentali della vita, con un approccio coerente a quattro aree tematiche, vale a dire l’ambiente urbano e gli spazi pubblici, il trasporto e le relative infrastrutture, l’informazione e la comunicazione (incluse le nuove tecnologie), le strutture pubbliche e i servizi.

A suo tempo avevamo anche dato spazio ad alcune critiche, rispetto ai criteri di giudizio adottati, provenienti da Giulio Nardone, presidente dell’ADV (Associazione Disabili Visivi), il quale auispicava che il Premio tenesse conto anche delle barriere percettive, riguardanti le persone con disabilità sensoriali, e non solo di quelle architettoniche. (Stefano Borgato)

Ringraziamo per la segnalazione Cristina Romero dell’European Journalism Centre, cui rimandiamo per ulteriori informazioni e approfondimenti (accesscityaward@ejc.net).

Stampa questo articolo