Inclusione scolastica: le sfide più urgenti

Cosa serve per costruire (o ri-costruire) le basi virtuose di una scuola davvero inclusiva per il 100% degli alunni, con l’infinita varietà delle loro differenze? In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, il Centro Studi Erickson, oltre a realizzare un poster che ricostruisce alcune tappe fondamentali dell’integrazione scolastica, lo ha chiesto ad Andrea Canevaro, Carlo Scataglini e Dario Ianes, noti esperti di pedagogia speciale e didattica inclusiva

Aula scolastica con alunno in carrozzinaOgni giorno circa 3 milioni e 200.000 persone con disabilità devono affrontare, in Italia, non solo barriere fisiche, ma anche culturali, sociali ed economiche. E di queste, oltre 220.000 sono in età scolare (in particolare quasi il 40% frequenta la scuola primaria) [si veda anche, nel nostro giornale, la scheda di dati aggiornati sulla disabilità in Italia, pubblicata in questi giorni in calce a un articolo, curata dalla FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, N.d.R.].
Di loro spesso ce se ne dimentica, anche se il nostro Paese può vantare una normativa sulla disabilità tra le più avanzate sotto diversi punti di vista, dall’accessibilità all’inclusione scolastica e lavorativa.

In occasione della Giornata Internazionale ed Europea delle Persone con Disabilità del 3 dicembre, dedicata quest’anno alla tecnologia come strumento per favorire l’inclusione delle persone con disabilità, come Centro Studi Erickson, abbiamo ricostruito – in un poster liberamente disponibile a tutti – alcune tappe fondamentali dell’integrazione degli alunni con disabilità, cercando di contestualizzare l’evoluzione normativa all’interno del dibattito sociale, culturale e pedagogico.
Dal cinema, ai libri fino ai principali “attori” che hanno animato e caratterizzato il percorso dell’integrazione scolastica, emerge chiaramente che i risultati finora raggiunti sono frutto di un processo collettivo, dove i protagonisti non sono stati solo i legislatori, ma anche i pedagogisti, gli insegnanti, i psichiatri, gli educatori, i genitori e gli studenti.
E del resto, la piena inclusione nella società delle persone con disabilità in tutte le sfere delle vita quotidiana, dalla scuola al lavoro fino ai servizi, è una sfida che può essere vinta solo grazie al contributo di tutti e alla partecipazione responsabile al percorso di integrazione.

La disabilità non è un peso, ma una risorsa di civiltà e di apprendimento per tutti. Il progetto di vita di una persona con disabilità, infatti, coinvolge non solo la persona stessa, ma anche la famiglia, i servizi, la scuola, la comunità locale e la società in generale. È un’azione collettiva che, grazie al protagonismo diffuso, mira a dare potere alla persona con disabilità, la quale diventa protagonista attiva del proprio percorso di vita, consapevole delle proprie risorse e di quelle dell’ambiente circostante.

Guardando a un futuro non troppo lontano – sembra infatti che nel 2020 le persone con disabilità in Italia saranno 4 milioni e 800.000 – abbiamo chiesto ad Andrea Canevaro, Carlo Scataglini e Dario Ianes, ovvero a tre fra i massimi esperti di pedagogia speciale, didattica inclusiva e facilitata in Italia, quale sia la sfida più urgente da affrontare per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità.
Incisivo Andrea Canevaro, docente di Pedagogia Speciale all’Università di Bologna, per il quale «la sfida è estendere il sostegno rendendolo evolutivo, e non fissato una volta per tutte in una forma individuale. Perché se la scuola e i servizi accolgono “gli ultimi”, incrementano le competenze di e per tutti».
Sottolinea invece l’importanza strategica della formazione, l’insegnante Carlo Scataglini, secondo il quale è necessario sviluppare e realizzare «un’opera di formazione efficace e generalizzata, rivolta ai dirigenti scolastici e ai docenti curricolari e di sostegno, di tutte le nostre scuole di ogni ordine e grado. Una formazione che, data l’enorme varietà di situazioni di disabilità o di difficoltà scolastica in genere, sia rivolta in particolare agli aspetti operativi e didattici». Inoltre, continua Scataglini, «le strategie operative di inclusione devono essere diffuse nella comune didattica in modo da non lasciare indietro nessuno e non escludere alcun alunno dalle attività comuni».
Infine, secondo Dario Ianes della Libera Università di Bolzano, co-fondatore delle Edizioni Centro Studi Erickson, è fondamentale «non accettare come inevitabile un degrado strisciante della qualità dei processi di integrazione, un progressivo, lento, diffondersi di pratiche di delega al solo insegnante di sostegno, di nuove forme di esclusione». E aggiunge che «per questo occorre avere il coraggio di rigenerare radicalmente alcune strutture fondamentali dell’integrazione scolastica, perché nella pratica di oggi non tradisca gli ideali e i valori di quarant’anni fa e perché costruisca le basi virtuose di una scuola davvero inclusiva per il 100% degli alunni con l’infinita varietà delle loro differenze».

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@erickson.it.

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