Non chiediamo assistenzialismo, ma lavoro attivo

È sostanzialmente questa la “parola d’ordine” su cui la Consulta Regionale delle Associazioni di Persone Disabili e delle Loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia basa le proprie proposte di modifica a un Disegno di Legge Regionale che riforma le politiche industriali, rispetto al quale, come dichiara il Presidente della Consulta, «non si comprende per quale ragione si debba prevedere uno sviluppo che esclude i portatori di interessi afferenti alla disabilità»

Giovane uomo in carrozzina al lavoro su una scrivania, mentre parla al telefono«Sarà sempre troppo tardi, quando si capirà che la disabilità non dev’essere più un “peso”, ma può essere un vero e proprio “volano” per la società civile. E smettiamola di parlare di disabilità soltanto quando si parla di Sanità o di Politiche Sociali. La disabilità è un mondo complesso fatto di persone, di esigenze, di diritti e di doveri e non solo di “pesi da escludere”, secondo una non meglio precisata categorizzazione. Ma purtroppo nemmeno quel Disegno di Legge sembra averlo compreso».
Non usa mezzi termini Vincenzo Zoccano, presidente della Consulta Regionale delle Associazioni di Persone Disabili e delle Loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia, parlando del Disegno di Legge Regionale n. 77, presentato il 29 dicembre scorso dalla Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia, noto come RilancimpresaFVG – Riforma delle politiche industriali.
E non ha usato mezzi termini, il Presidente della Consulta, nemmeno quando è stato ascoltato in audizione sulla materia, presso la II Commissione del Consiglio Regionale, ove ha presentato una Memoria aperta da queste significative parole: «Premesso che il Disegno di Legge si definisce inclusivo, non si comprende per quale ragione si debba prevedere uno sviluppo che esclude i portatori di interessi afferenti alla disabilità».

Rimandando dunque al testo integrale di quel documento, ricordiamo qui in estrema sintesi le cinque proposte di modifica al citato Disegno di Legge, presentate dalla Consulta del Friuli Venezia Giulia:
1. Modifica del Disegno di Legge nella parte in cui non prevede che una quota da definire dei componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia per gli Investimenti sia individuata dalla Consulta.
2. Defiscalizzare, riducendo tasse e imposte di competenza regionale, a beneficio di quegli operatori economici che investono in àmbito regionale su progetti afferenti alla disabilità, riguardanti ad esempio la realizzazione di nuovi materiali, ausili, prodotti mirati all’inclusione o all’emancipazione, alla prevenzione o alla cura di persone con disabilità.
3. Per accedere ai contributi, i beneficiari degli interventi siano in regola con le assunzioni di persone con disabilità, ovvero abbiano effettivamente alle proprie dipendenze persone con disabilità, secondo le quote previste per legge e non si limitino a pagare le sanzioni previste, «perché – ciò che ci sembra di poter individuare come la vera e propria “parola d’ordine” di questa Memoria – le persone con disabilità non chiedono assistenzialismo ma lavoro attivo».
4. Richiesta alla Consulta di un parere sull’accessibilità e la fruibilità del portale web del marketing territoriale regionale previsto dal Disegno di Legge (secondo i criteri della Legge 4/04, Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici, e successive modifiche).
5. Nel momento in cui i regolamenti attuativi renderanno operativa la Legge Regionale, porre particolare attenzione ai parametri che riguardano le persone con disabilità, ovvero interpellare nuovamente la Consulta in fase di redazione di quegli stessi regolamenti. (S.B.)

Ricordiamo ancora la disponibilità del testo integrale della Memoria presentata il 14 gennaio 2015 dalla Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone Disabili e delle Loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia, in sede di audizione presso la II Commissione del Consiglio Regionale. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: segreteria@consultadisabili.fvg.it.

Stampa questo articolo