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Formazione dei docenti: un’occasione perduta

Classe di scuolaIn riferimento all’articolo 16, comma 1, lettera b della Legge 128/13 (Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca), su cui ci eravamo già ampiamente soffermati a suo tempo su queste stesse pagine, il Ministero dell’Istruzione ha emanato nell’ottobre scorso i Decreti Applicativi per l’anno scolastico 2014-2015, relativi all’aggiornamento obbligatorio in servizio sulle didattiche inclusive rivolto ai docenti curricolari che abbiano in classe alunni con disabilità, con DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) o con altri BES (Bisogni Educativi Speciali).

Il primo Decreto, a firma del ministro Stefania Giannini, è il n. 762 del 2 ottobre 2014 e prevede espressamente, tra i vari settori di aggiornamento, quello sulle didattiche inclusive, demandando agli Uffici Scolastici Regionali il compito di raccogliere i progetti formativi delle scuole, preferibilmente in rete, da far gestire o ai CTS (Centri Territoriali di Supporto) operanti a livello provinciale, o tramite delle gare di appalto ad enti specializzati nella formazione.
Nel successivo Decreto n. 760, prodotto il 20 ottobre 2014 dalla Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del Ministero, si precisa che le scuole potranno avvalersi anche delle prestazioni formative gratuite di 160 esperti offerti dalle Associazioni aderenti alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e alla FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità) e dall’AID (Associazione Italiana Dislessia) [si veda l’elenco degli esperti individuati, diviso per Regione, N.d.R.].
In particolare, nell’Allegato 1 di quest’ultimo Decreto vengono precisati gli obiettivi dei corsi, di un massimo di trenta ore annuali, da svolgersi al più presto e finalizzati ad acquisire «le competenze necessarie alla: Lettura ed esame collegiale da parte dei docenti delle diagnosi funzionali di disabilità o delle certificazioni di DSA o di altre diagnosi relative all’individuazione di ulteriori bisogni educativi speciali degli alunni presenti nella propria sezione o classe; progettazione degli interventi per l’inclusione scolastica (PEI-Piano Educativo Individualizzato e PDP-Piano Didattico Personalizzato), prevedendo, ove opportuno o necessario, l’impiego di nuove tecnologie; gestione del gruppo classe alla luce della progettualità relativa agli alunni con BES; gestione del ciclo di valutazione, attraverso la verifica intermedia e finale, degli obiettivi indicati nel PEI o nel PDP».
E ancora, sempre il Decreto 760/14 prevede che «le attività formative in presenza saranno svolte preferibilmente nell’ambito delle attività funzionali all’insegnamento. Potranno avere compiti di consulenza le Funzioni strumentali per il sostegno o i docenti specializzati della stessa sezione o classe, la funzione strumentale per i DSA e per i BES, in collaborazione coi genitori dei singoli alunni. Potranno essere invitati a collaborare gli esperti delle Associazioni delle persone con disabilità o dei loro familiari, docenti universitari o altri esperti. Inoltre, le scuole potranno avvalersi di materiale video reso disponibile e validato dal Comitato tecnico-scientifico, anche attraverso il “portale italiano per l’inclusione scolastica” (http://bes.indire.it)».

Ebbene, le idee espresse sono certamente degne della massima considerazione e tuttavia le lungaggini burocratiche non hanno consentito lo svolgimento dei corsi dal 1° al 15 settembre, come era stato richiesto dalle Associazioni, cosicché il valore formativo in funzione della presa in carico del progetto inclusivo fin dal primo giorno di scuola da parte di tutti i docenti della classe è stato praticamente frustrato.
Inoltre, vedendo la scarsità dei fondi previsti (450.000 euro per tutta l’Italia), non si comprende la necessità – come stabilito dal Decreto 762/14 – di effettuare gare di appalto per individuare agenzie formative specializzate.
E ancora, data la fretta con cui a fine ottobre gli Uffici Scolastici Regionali hanno dovuto predisporre il tutto, nelle singole Regioni non è stato possibile organizzare l’effettuazione dei corsi in ogni classe. Ci si è pertanto dovuti accontentare di farli svolgere, in genere, a livello provinciale. Di conseguenza, è stata frustrata l’idea originaria di coinvolgere i docenti delle singole discipline nella partecipazione alla formulazione collegiale dei PEI (Piani Educativi Individualizzati) e dei PDP (Piani Didattici Personalizzati) in vista della loro gestione e verifica collegiali.

Di fatto, quindi, questa opportunità formativa, finanziata solo per il corrente anno scolastico, è diventata un’occasione perduta per il miglioramento della qualità dell’inclusione scolastica e a questo punto si auspica che il Parlamento voglia approvare entro il corrente anno scolastico la Proposta di Legge C-2444, voluta dalle Federazioni FISH e FAND, nella quale è previsto stabilmente l’obbligo annuale di aggiornamento in servizio sulla formulazione del PEI e del PDP per gli alunni che di anno in anno sono presenti nelle singole classi. (Salvatore Nocera)