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Nella profondità dell’inverno, un’estate invincibile

ANGSA la Spezia ai Giochi Special Olympics di La Thuile, gennaio 2015

Le ragazze e i ragazzi dell’ANGSA la Spezia ai recenti Giochi Special Olympics di La Thuile in Valle d’Aosta

23 gennaio 2015, ultimo giorno di gare dei ventiseiesimi Giochi Nazionali Invernali di Special Olympics [il movimento internazionale dello sport praticato da persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, N.d.R.], a la Thuile, in Valle d’Aosta. Una cartolina dalle immagini non ben definite, dai contorni incerti, colorati di bianco. Un mondo incantato, reso fragile dalla sua immobilità e dalle prospettive un po’ rarefatte, sospese e astratte. Silenzioso, leggero, fermo, il paesaggio, già freddo di suo, pare ancora più freddo. Ma nel silenzio, nella quiete di questa neve ovattata che attutisce suoni e rumori, è più facile sentire il cuore che batte, per l’emozione, la fatica, la paura, la passione, l’amore, l’orgoglio. È il cuore dei “ragazzi speciali” e dei loro partner, impegnati insieme nelle gare Unified [gare unificate”, cui partecipano insieme atleti con e senza disabilità, N.d.R.], in questo caso i 200 metri di corsa con le racchette da neve.
Ma una certezza riscalda tutti: grazie a Special Olympics, padri, madri, fratelli, sorelle, cugini, amici, compagni di scuola possono “gareggiare” insieme per vincere una “medaglia speciale”.
Dal canto loro, i genitori hanno oramai abbandonato gli anni verdi e infatti sono più provati, ma l’orgoglio di aiutare i propri figli e a non deluderli li spinge ad andare oltre le loro possibilità. Non possono fallire, devono essere all’altezza dei loro grandi ragazzi, non possono deluderli.
È così è stato, nessuno ha deluso nessuno. È stata una grande gara, insieme verso il traguardo, insieme a sostenersi, insieme a lasciare un’impronta sul proprio cammino, a testimonianza del valore, della fatica, del sostegno che è alla base del rapporto tra un genitore e un “figlio speciale”.

Sotto certi aspetti, analizzando bene quel breve percorso, si può di certo paragonarlo a quel più lungo cammino che è la vita di tutti i giorni… Figli che sfuggono al controllo e sarebbero perduti senza un punto di riferimento, senza un adeguato orientamento. Genitori sempre di corsa, a volte in affanno, per seguire, spronare, comprendere gli atteggiamenti dei propri figli, essere attenti ai loro cambiamenti, prevederne gli errori e aiutarli a correggersi. Non c’è tempo per guardarsi intorno, a volte non serve pensare, è necessario agire. E non bisogna lasciarsi sopraffare dalla stanchezza, dalla disperazione. Bisogna invece avere sempre ben presente la meta e continuare a lottare al fine di raggiungerla con onore.
E se ogni tanto si inciampa o si cade? Semplicemente ci si rialza, perché le ferite fisiche e interiori si rimargineranno presto e li renderanno genitori ancora più forti.

Lorenzo e suo padre Alberto [Alberto Brunetti, che firma il presente testo, N.d.R.] sono arrivati primi al traguardo, ma questo è un dato importante solo per le statistiche, per la compilazione delle graduatorie e non certo per decretare i vincitori assoluti. Infatti, quello che questa gara ha dimostrato ancora una volta è che a vincere è stata la determinazione, l’amore, il sacrificio di tutti. Anche questa edizione dei Giochi di Special Olympics, infatti, ha sancito una ben nota verità, ovvero l’importanza dei rapporti umani, di ogni tipo e a ogni livello: padre e figlio, allenatore e atleta, organizzatori e partecipanti, albergatori e clienti, residenti e ospiti.
E i nostri “ragazzi speciali” hanno più di altri bisogno di questo per imparare, per sentirsi accettati e per continuare con fiducia il loro cammino verso l’autonomia. Hanno bisogno di stimoli, di protezione, ma anche di responsabilità, di conoscere il senso di appartenenza e il valore della solidarietà.
Un padre ci sarà sempre al fianco di un “ragazzo speciale”, pronto a correre in suo aiuto e a sostenerlo, ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti, per farlo crescere forte e il più possibile indipendente nell’affrontare con coraggio le gare di oggi ai Giochi di Special Olympics, ma soprattutto le sfide che incontrerà in un ben diverso contesto: la vita.

E come piccola nota conclusiva personale, correi dire che essere sul podio insieme a tuo figlio è una soddisfazione che tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita, perché essere riusciti a “fare l’impresa” insieme al vostro ragazzo vale per tutte le “parole contro” che vi siete sentiti dire sin da quando era piccolo. Non una rivincita, ma un motivo di gioia e orgoglio, per essere riusciti a mostrare ad altri la strada da percorre per il futuro di tutti i nostri figli!

Presidente dell’ANGSA la Spezia (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici).

Cecilia Batignani, Nicole Biondi, Lorenzo Brunetti, Lorenzo Conte, Martina Lazzarini, Michael Marangon e Claudio Scardigli sono gli atleti dell’ANGSA la Spezia che hanno partecipato ai ventiseiesimi Giochi Nazionali Invernali di Special Olympics a La Thuile. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@angsalaspezia.it.