La Campania che punta alla Vita indipendente

«Possiamo considerarci soddisfatti per il lavoro che stiamo portando avanti sul tema della Vita Indipendente, che finalmente sembra essere al centro delle politiche della Regione Campania. L’unica strada percorribile è quella di fare rete tra le Associazioni, la Regione Campania e gli Ambiti Sociali Territoriali»: lo ha dichiarato Daniele Romano, presidente di Federhand/FISH Campania, dopo il “Seminario Regionale sui progetti di Vita Indipendente”, tenutosi nei giorni scorsi a Napoli

Partecipanti al seminario di Napoli del 19 febbraio 2015: Falabella, Griggo, Duraccio, Ferrante e Romano

I relatori al seminario di Napoli. Da sinistra: Vincenzo Falabella (FISH e Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità), Giampiero Griffo (DPI) e Maria Rosaria Duraccio (ENIL Italia). Dietro: Alfredo Ferrante (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) e Rosanna Romano (Regione Campania)

«Purtroppo l’Italia è fanalino di coda. Basti pensare che la disoccupazione delle persone con disabilità è all’80% rispetto al 12,8% degli altri o che l’accesso ai treni è del 10% rispetto al 100% di chi non ha disabilità. Le persone con disabilità devono essere considerate titolari di diritti, non portatrici di bisogni. Una persona con disabilità partecipa come gli altri, se messo in condizione di partecipare, e in tal senso la Vita Indipendente è centrale, poiché va considerata come un diritto, non come un favore. Bisogna quindi abilitare le persone a fare le cose e “ri-abilitare” la società alla piena partecipazione di tutti e in questo senso è importante mettere al centro del discorso proprio il tema della Vita Indipendente, anche se va declinata a seconda dei bisogni delle singole persone con disabilità».
Così Giampiero Griffo, componente dell’Esecutivo Mondiale di DPI (Disabled Peoples’ International) e uno dei “padri italiani” della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ha aperto a Napoli il Seminario Regionale sui Progetti di Vita Indipendente, incontro voluto con forza anche da Federhand/FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), allo scopo di dare impulso al difficile percorso di applicazione in Campania del Programma d’Azione Biennale per la Promozione dei Diritti e l’Integrazione delle Persone con Disabilità, approvato con il Decreto del Presidente della repubblica (DPR) del 4 ottobre 2013, documento, lo ricordiamo, nato per attuare la cita Convenzione ONU.
Al centro di tale incontro – come avevamo riferito nei giorni scorsi – vi è stata in particolare la Linea 3 del Programma d’Azione, vale a dire quella riguardante Politiche, servizi e modelli organizzativi per la Vita Indipendente e l’inclusione nella società.

«Oggi – dichiara a lavori conclusi Daniele Romano, presidente di Federhand/FISH Campania – possiamo considerarci soddisfatti per il lavoro che stiamo portando avanti ormai da più di un anno su questo tema della Vita Indipendente, che finalmente sembra essere al centro delle politiche della Regione Campania. E soprattutto, con questo evento, si è dimostrato che l’unica strada percorribile, in un momento di crisi economica e culturale, è quella di fare rete tra le Associazioni, la Regione Campania e gli Ambiti Sociali Territoriali».
«Oltre alla grande presenza delle Associazioni campane – conclude Romano – siamo anche soddisfatti per l’impegno assunto dalla Regione, tramite Fortunata Caragliano, dirigente dell’Unità Operativa Welfare dei Servizi e Pari Opportunità, di riproporre un seminario conclusivo nel prossimo mese di settembre, per discutere dell’andamento dei progetti».

A proposito dunque di progetti per la Vita Indipendente, essi, secondo quanto dichiarato a Napoli da Alfredo Ferrante, dirigente del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, «si rifanno a un principio ritenuto sempre più centrale, perché l’autonomia consente alle persone con disabilità di godere di tutti gli altri diritti universali: l’accesso al lavoro, la formazione, il tempo libero. Abbiamo dunque chiesto nelle linee di indirizzo della progettazione di legare i temi “classici”, come quello dell’assistente personale, alla filiera dei servizi, poiché il sostegno alla persona con disabilità passa attraverso l’avvio al lavoro e la formazione dei familiari. E abbiamo chiesto anche di favorire la nascita di strutture per il cosiddetto co-housing, dove cioè possano abitare insieme persone con disabilità e assistenti personalizzati. Sappiamo che i fondi a disposizione non sono sufficienti a sviluppare tutte le richieste, ma i progetti selezionati vanno intesi quali sperimentazioni che dovrebbero far germogliare altri progetti».
Per la cronaca, i fondi riservati ai progetti di Vita Indipendente – come abbiamo segnalato in altra parte del giornale, parlando del Decreto di Riparto alle Regioni del Fondo per le Non Autosufficienze – dovrebbero ammontare a 10 milioni di euro (circa 80.000 euro per ognuno dei 300 Ambiti Territoriali presumibilmente coinvolti nel 2015 in tutta Italia, che dovrebbero arrivare a 100.000 con il contributo delle Regioni).

«Fondi ancora scarsi – ha sottolineato Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e coordinatore del Gruppo sulla Vita Indipendente dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità – ma ci dev’essere la compartecipazione delle Regioni. Nello specifico della Campania, abbiamo anche notato delle discrasie, in àmbito di progettazione alla Vita Indipendente, rispetto alle linee guida richieste dal Governo. Pertanto alcuni progetti hanno dovuto essere modificati, probabilmente a causa di una mancata buona comunicazione delle finalità del progetto, da parte degli Ambiti, nei confronti delle persone».
«Abbiamo valutato i progetti più corrispondenti alle linee guida ministeriali – ha ribattuto su questo punto Rosanna Romano, responsabile della Direzione Generale per le Politiche Sociali, le Politiche Culturali, le Pari Opportunità e il Tempo Libero della Regione Campania – e ne abbiamo individuati dieci tra Napoli e Provincia, Benevento, Caserta e Avellino. Si va dalla robotica in casa, al sostegno alla collaborazione domestica, fino all’accesso ad attività sportive e di studio. Si tratta di una sperimentazione, e se il modello funzionerà, potrà essere inserito nel Piano Sociale Regionale, favorendo in tal modo la de-istituzionalizzazione». (S.B.)

Ringraziamo Vito Bardascino per la foto.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: federhand.fishcampania@gmail.com.

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