Per allestire un veicolo, le collaborazioni aiutano

È spesso una vera e propria avventura, come racconta Antonio Giuseppe Malafarina, allestire un veicolo per il trasporto di una persona con disabilità in carrozzina, ma anche se – purtroppo – il mercato per i grandi numeri non c’è, «le collaborazioni possono aiutare gli allestitori a realizzare prodotti più appetibili e le grandi case ad acquisire conoscenze che si possono rivelare utili per la produzione di serie». Vediamo come

Intrigato o ansioso, raramente indifferente: questo è l’atteggiamento dell’utente comune di fronte all’acquisto di un nuovo automezzo, usato o fiammante che sia. Sono in gioco emozioni, calcoli, sensazioni, paure, entusiasmi e tante componenti almeno quanti sono gli optional a pagamento per un’utilitaria qualunque. In questa baraonda contrattuale finisce per essere inghiottita la persona con disabilità – grave – che deve acquistare un veicolo per la sua mobilità. Roba da “mille e una notti insonni”! Ma forse qualcosa sta cambiando.

Carrozzina che viene fatta salire in un furgoneSe si tratta di acquistare un automezzo che ha bisogno del solo adattamento alla guida, l’iter è relativamente agevole. Si sceglie la macchina che permette di sistemare la carrozzina ripiegata senza peripezie – ma c’è a chi piace viverle, le peripezie, e si compra un coupé strettissimo – e si trova un’officina in grado di fare le modifiche. Fra concessionari e aziende specializzate si possono ormai trovare professionisti in tutta Italia, anche se la diffusione non è propriamente capillare. Una volta trovato, si prendono accordi, gli si fa pervenire il mezzo e, tempo di montare i dispositivi, collaudarlo e immatricolarlo, è pronto.
Se si deve poi acquistare un mezzo con l’allestimento per il trasporto di un passeggero con disabilità, dotato ad esempio di un sedile per facilitare il passaggio dalla carrozzina al veicolo, la trafila è simile.
Più macchinoso, invece, è l’acquisto di un veicolo che deve trasportare una persona sulla sua carrozzina.
Le carrozzine, infatti, hanno degli ingombri che non sono uniformi: alcune sono più larghe, altre più lunghe, altre più alte. Alcune sono tutte queste cose messe assieme e perciò il mezzo va scelto in funzione delle dimensioni della sedia che deve ospitare e in considerazione che questa negli anni possa cambiare. La scelta, quindi, ricade su un monovolume o, per essere più sicuri, su un furgone.
Qui si fanno i conti coi primi paletti economici: mezzo più grande uguale costo maggiore. La scelta, prima di concedersi ai piaceri dei propri gusti estetici in considerazione delle proprie disponibilità economiche, sovente sbatte sul lastrico dei costi al di là dei propri preventivi.

Le case costruttrici frequentemente applicano sconti per le persone con disabilità, ma per conoscerli bisogna andare dai concessionari. Uno sconto val bene una gincana fra rivenditori, ma bisogna essere cauti a cedere immediatamente alla tentazione dell’offerta migliore. Prima, infatti, è consigliabile trovare il carrozziere che sappia adattare il veicolo e capire con lui se il mezzo prescelto potrà essere allestito con facilità. L’ideale sarebbe informarsi in anticipo, guardando in rete quello che i carrozzieri specializzati propongono.
Selezionato quindi il veicolo, l’adattamento va concertato con l’allestitore, che dovrà attuare le modifiche e procedere all’omologazione in sintonia con il rivenditore, ma non tutti gli allestitori sono dietro l’angolo, specie nel Sud dell’Italia. Per trovarlo, perciò, ci si affida alla rete o al rivenditore stesso che, anche se succede di trovarne impreparati, deve sempre conoscere quali professionisti sappiano apportare le modifiche, se non altro perché, come dice Enrico Ferraioli, responsabile del Settore Marketing Trucks in Mercedes, «c’è un punto di contatto fra gli allestitori e le aziende ed è il settore omologazione».

In buona sostanza il veicolo va scelto, va trovato l’allestitore con cui convenire sulle modifiche, fargli arrivare il mezzo e stargli dietro se queste ultime sono molto particolari; quindi si arriva all’omologazione. Insomma, allestire un veicolo è un cimento!
Io, ad esempio, fresco d’esperienza di allestimento del mio prossimo furgone, ho scelto un carrozziere specializzato, che mi ha segnalato proprio il rivenditore, e che sta a Rozzano, nei pressi di Milano. Se non a lui sarei dovuto ricorrere a un altro specialista a Cologno Monzese, cioè a quasi un’ora di macchina da me, distanza impegnativa se si vogliono seguire i lavori da vicino.
La tiritera è iniziata a settembre con la scelta del mezzo: marca prestigiosa, affidabile e con un ottimo trattamento economico per il cliente con disabilità. Venditore della filiale puntiglioso nel riuscire a soddisfare le mie numerose esigenze e se il furgone arriverà entro breve dal carrozziere, sarà in buona parte merito suo.
Sono mesi e avrebbero potuto esser di più. Certo, sarebbe fantastico avere dei mezzi pronti direttamente dalle case produttrici, ma sempre Ferraioli mi spiega che «non c’è mercato».
Da qualche anno, per altro, si trovano veicoli in pronta consegna presso gli allestitori e se non si hanno speciali necessità, si tratta di un’ottima soluzione, ancorché vincolata a una serie di sopralluoghi, per definire esattamente le condizioni precise.
Un bel lavoro, ad esempio, è quello che l’azienda romagnola Focaccia Group porta avanti da tempo, in collaborazione con marchi come Ford e Fiat-Chrysler. In accordo tecnico con quest’ultima, recentemente ha realizzato il Doblò F-Style One, ove è riuscita a concentrare funzionalità, versatilità ed eleganza. Il veicolo, infatti, può alloggiare, oltre a una carrozzina, sino a tre passeggeri più il conducente, è disponibile in diverse configurazioni e vanta un design interno ben curato.

Non c’è dunque mercato per i grandi numeri, ma le collaborazioni possono aiutare gli allestitori a realizzare prodotti più appetibili e le grandi case ad acquisire conoscenze che si possono rivelare utili per la produzione di serie. Avanti, la strada è libera!

Il presente testo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it» (con il titolo “Che fatica le ruote giuste!”). Viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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