Verso il part-time per le persone con sclerosi multipla

Una norma contenuta nel Decreto Attuativo del “Jobs Act” estende il diritto al part-time anche a persone con gravi malattie cronico degenerative e ingravescenti, come la sclerosi multipla. «Si tratta di un risultato fondamentale – dichiara Roberta Amadeo, presidente nazionale dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), organizzazione battutasi a lungo per ottenerlo – che consentirà alle persone con sclerosi multipla di vivere e lavorare quotidianamente, andando oltre la malattia»

Roberta Amadeo

Roberta Amadeo, presidente nazionale dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla)

Una norma contenuta nel Decreto Attuativo del cosiddetto Jobs Act, riguardante il riordino delle tipologie contrattuali e approvato nei giorni scorsi in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, estende il diritto al part-time, già previsto per le persone con malattie oncologiche, anche a persone con gravi malattie cronico degenerative e ingravescenti, come la sclerosi multipla.
Si tratta di un risultato voluto fortemente dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), che proprio lo scorso anno aveva sancito nella propria Carta dei Diritti delle persone con sclerosi multipla l’irrinunciabile Diritto al Lavoro, ovvero che «tutte le persone con sclerosi multiple abbiano il diritto e il dovere di essere parte attiva della società, con pieno accesso al mondo del lavoro sin da giovani e con il mantenimento dell’occupazione anche al variare delle condizioni determinate dall’evoluzione discontinua della malattia».
Grazie dunque a un costante dialogo con le Istituzioni parlamentari, fin dall’iter della Legge Delega sul Jobs Act, l’AISM ha portato all’attenzione della Commissione Lavoro della Camera le sue proposte per il riconoscimento normativo di tale diritto. Ne è derivato un Ordine del Giorno con cui il Governo si è impegnato a portare avanti tali proposte, ritenute meritevoli di essere valutate in sede di Decreti Attuativi.

Nel complesso, le misure – volte a migliorare l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con sclerosi multipla e altre patologie ingravescenti, attraverso il diritto al part-time, e a riconoscere priorità di trasformazione da tempo pieno al part-time per i familiari e i conviventi – sono state condivise e sostenute anche dal Sindacato CISL, con cui l’AISM ha instaurato da tempo una proficua collaborazione su disabilità e lavoro.
«Questo – sottolinea Roberta Amadeo, presidente nazionale dell’AISM – è un risultato fondamentale per tutte le persone con sclerosi multipla, che avranno modo di vivere quotidianamente la propria condizione di vita e di lavoro oltre la malattia. Tale successo si pone inoltre nella cornice dei princìpi espressi nel Programma d’Azione Biennale per la Promozione dei Diritti e l’Integrazione delle Persone con Disabilità [Decreto del Presidente della Repubblica del 4 ottobre 2013, N.d.R.], frutto del lavoro delle principali Associazioni rappresentative delle persone con disabilità e delle loro reti, tra cui in primis la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)».
«Il nostro impegno – aggiunge Amadeo – intende andare a beneficio non solo delle persone con sclerosi multipla, ma della più ampia comunità delle persone con patologie cronico degenerative e, più in generale, delle persone con disabilità. Si tratta di un impegno costante, che naturalmente non si fermerà a questo risultato».

Per quanto riguarda infine il Decreto Attuativo di cui si è detto, esso passerà ora al Parlamento per i pareri delle Commissioni e tornerà quindi all’esame dell’Esecutivo per la definitiva adozione ed entrata in vigore. (B.E. e S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa AISM (Barbara Erba), barbaraerba@gmail.com.

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