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Prendersi cura di chi ci cura

Operatrici sanitarieIn vista della Giornata della Donna dell’8 marzo, l’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) presenterà giovedì 26 febbraio, nel corso di una conferenza stampa a Roma (Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama, Piazza Madama, 11, ore 10), lo studio intitolato Prendersi cura di chi ci cura – La sicurezza e la tutela sul lavoro delle donne che operano nel campo dell’assistenza sanitaria, dedicato appunto ai rischi legati al lavoro delle donne che operano nel settore della Sanità.
Nella stessa occasione, poi, la senatrice Silvana Amati presenterà il proprio Disegno di Legge n. 1769, a tutela dei superstiti dei caduti sul lavoro e delle vittime del lavoro.

Sarà la stessa Silvana Amati, segretario di Presidenza del Senato e componente della Commissione Straordinaria per la Tutela e la Promozione dei Diritti Umani, ad aprire l’incontro, presentando il citato Disegno di Legge, seguita da Franco Bettoni, presidente nazionale dell’ANMIL e della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità), insieme a due rappresentanti del Gruppo Donne ANMIL per le politiche femminili.
Successivamente saranno gli stessi autori di Prendersi cura di chi cura a presentare tale studio, vale a dire Franco D’Amico, coordinatore dei Servizi Statistico-Informativi dell’ANMIL, Maria Giovannone, che nell’Associazione è responsabile scientifico per la Sicurezza e Domenico Della Porta, medico del lavoro e consulente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta del Senato sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.
Interverranno inoltre il senatore Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro del Senato; la senatrice Camilla Fabbri, presidente della citata Commissione Parlamentare d’Inchiesta di Palazzo Madama sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali del Senato; il deputato Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera, Francesco Rampi, presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) dell’INAIL, Massimo De Felice, presidente dell’INAIL, e Raniero Guerra, direttore generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute.

«La scelta del tema dell’indagine – spiegano dall’ANMIL – è frutto della valutazione dei dati INAIL dai quali emerge che nel settore sanitario la presenza femminile raggiunge circa il 70% del personale. Per altro, tale preponderanza non è più circoscritta a categorie storicamente femminili e di supporto, come la professione infermieristica, ma inizia a incidere anche sui ruoli apicali. Nell’arco di una quindicina di anni, infatti, sono quasi raddoppiati i direttori generali donna, mentre i “medici in camice rosa” hanno nettamente sorpassato gli uomini. Da questa situazione consegue che la Sanità risulta uno dei pochissimi settori in cui l’incidenza degli infortuni femminili è superiore a quella maschile e, pur causando infortuni di non elevata gravità, provoca circa 600.000 giornate lavorative perse».
Da segnalare, in conclusione, che alla conferenza stampa saranno presenti anche alcune donne vittime di infortuni sul lavoro. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: salastampa@anmil.it.