Le firme dell’ANMIL contro il nuovo ISEE

Sono quelle che vengono raccolte negli “Open Day ANMIL” di queste settimane (i prossimi il 7 e il 14 marzo), contro il nuovo regolamento dell’ISEE, strumento essenziale per l’accesso a molte prestazioni agevolate fondamentali per l’inclusione delle persone con disabilità. In particolare, l’iniziativa è finalizzata a una petizione da presentare al Parlamento, volta a escludere la rendita INAIL dal computo dell’ISEE, ciò che secondo l’ANMIL penalizza proprio gli invalidi più gravi

Realizzazione grafica di un omino che impugna una pennaDopo quello del 28 febbraio, anche gli Open Day di sabato 7 e sabato 14 marzo, presso le sedi ANMIL (Associazione Nazionali fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) di tutta Italia, serviranno a raccogliere firme per una Petizione al Parlamento, finalizzata a escludere la rendita INAIL dal computo dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). «Questo perché – spiega Franco Bettoni, presidente nazionale dell’ANMIL – il nuovo sistema dell’ISEE entrato in vigore quest’anno [Decreto del Presidente del Consiglio-DPCM 159/13, N.d.R.] penalizza gli invalidi più gravi. Sono infatti proprio i grandi invalidi e gli infortunati con disabilità percentualmente più elevate a non poter beneficiare a pieno delle compensazioni previste dal nuovo calcolo ISEE e che subiscono, quindi, un ampio e ingiustificato taglio dei “benefìci” sociali finora loro riconosciuti proprio per la loro particolare condizione, oltre a un aumento incondizionato delle quote di compartecipazione da pagare per ottenerli».
L’ISEE – vale sempre la pena ricordarlo – è quello strumento essenziale per l’accesso a molte prestazioni agevolate fondamentali per l’inclusione delle persone con disabilità, sul cui nuovo regolamento, tra l’altro, si è recentemente pronunciato il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio, annullandone alcune parti e rendendo quanto mai necessario e urgente un chiarimento da parte del Governo, come richiesto apertamente anche dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e dalla FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità).

Su un altro versante, Bettoni ricorda come «la nostra Associazione si batta da oltre settant’anni per la salute e la sicurezza dei lavoratori, preoccupandosi che siano loro riconosciuti i diritti derivanti dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Oggi, questi diritti sono in pericolo e tutti i lavoratori devono unirsi per difenderli, mentre coloro che hanno già subito un infortunio devono battersi insieme solidalmente, senza disperdere in mille rivoli l’energia necessaria a dare forza e autorevolezza alle istanze di malati, invalidi, mutilati, vedove e orfani di caduti sul lavoro».
«Il tema della sicurezza sul lavoro – aggiunge poi il Presidente dell’ANMIL – merita decisamente maggiore attenzione perché nel 2013 (ultimo dato ufficiale disponibile) sono stati oltre 605.000 gli infortuni e 719 i morti a causa dell’attività lavorativa, categorie di cittadini concretamente svantaggiati che si ritrovano spesso in difficoltà non solo per burocrazie, ma anche perché mancano servizi di consulenza e assistenza qualificati. Per rispondere a questi bisogni abbiamo allargato il nostro impegno su tutto il territorio, mettendo a disposizione una rete di esperti e professionisti in grado di offrire gratuitamente consulto e agli Open Day di queste settimane sono disponibili anche loro». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: salastampa@anmil.it.

Stampa questo articolo