Una giornata sulla Comunicazione Aumentativa Alternativa

È quella che si terrà il 7 marzo al Centro per l’Autonomia di Roma, nell’àmbito di un percorso di formazione e informazione per l’anno 2015, promosso tramite vari eventi dal Gruppo Laziale di ISAAC Italy (la Società Internazionale per la Comunicazione Aumentativa e Alternativa), allo scopo di costruire una rete tra professionisti, famiglie, utenti di Comunicazione Aumentativa e Alternativa, centri di riabilitazione, scuole, associazioni e tutte le realtà interessate

Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA)

Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA)

Conoscere i Centri per la Comunicazione Aumentativa Alternativa: è questo il percorso di formazione e informazione per l’anno 2015, promosso tramite vari eventi dal Gruppo Laziale di ISAAC Italy (la Società Internazionale per la Comunicazione Aumentativa e Alternativa), allo scopo di costruire una rete tra professionisti, famiglie, utenti di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), centri di riabilitazione, scuole, associazioni e tutte le realtà interessate.
In tale àmbito, alcune strutture del territorio si sono rese disponibili a ospitare quegli eventi, come farà il Centro per l’Autonomia di Roma, sabato 7 marzo (Via Giuseppe Cerbara, 20, ore 9.30-16), con l’Open Day intitolato La variabilità dei bisogni comunicativi nelle persone che accedono alla Comunicazione Aumentativa Alternativa in un modello cooperativo e partecipativo della comunicazione.

Dopo l’iniziale presentazione di ISAAC Italy, vi sarà quella del Centro per l’Autonomia di Roma, a cura di Patrizia Sperlongano, seguita da una comunicazione di Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).
A trattare quindi il tema generale della giornata, che dà il titolo stesso all’incontro, sarà Giuseppina Castellano. «Sono molte e differenziate – spiega quest’ultima – le necessità di CAA nelle persone con disabilità di comunicazione, sulla base della loro dipendenza iniziale dal partner e/o dal contesto. Di conseguenza variano le strategie di approccio e gli obiettivi, in un percorso che tende all’autonomia nella comunicazione e alla capacità di operare le proprie scelte. Il tema è considerato propedeutico per l’impostazione corretta di un progetto di CAA e comprende l’analisi delle caratteristiche sia della persona che del suo ambiente di vita».
Successivamente Roberta Vernice e Federico Occhionero presenteranno un vero e proprio “curriculum” del Centro per l’Autonomia romano in ambito di CAA, ovvero il Progetto Regionale del Lazio per facilitare la comunicazione nei pazienti affetti da gravi patologie neuromotorie.
Sul Sostegno psicologico ai genitori durante il progetto di CAA interverrà poi Annamaria Blasetti, che spiega come «nel modello di lavoro del Centro per l’Autonomia spesso si rende necessaria la presenza della psicologa durante gli incontri di valutazione e training in compresenza con il terapista occupazionale, i genitori e il bambino. La rilevazione delle caratteristiche delle relazioni e dell’intersoggettività che intercorrono tra le persone coinvolte nel percorso costituisce un inizio per la riflessione e le successive modificazioni necessarie al buon esito del progetto di CAA». «Questa strategia di intervento – conclude – è frutto dell’evoluzione del modello di lavoro che il Centro per l’Autonomia di Roma».
E ancora, Luigia Fioramonti, terapista occupazionale, spiegherà quando l’intervento di questa figura professionale favorisce la relazione per partecipare attraverso la performance occupazionale.
Infine, del Ruolo della tecnologia nella CAA si occuperà Roberta Cristofani, soffermandosi su quei casi in cui la ricerca della soluzione tecnologica per la comunicazione è importante e su quelli invece in cui essa nasconde una difficoltà ad accettare la necessità del cambiamento nelle relazioni e nello stile di vita.

La Comunicazione Aumentativa e Alternativa, lo ricordiamo in conclusione, è un’area della pratica clinica che cerca di compensare la disabilità temporanea o permanente di persone con difficoltà di comunicazione, utilizzando sistemi di simboli o immagini. Si tratta di una tecnica che richiede la formazione di genitori, operatori e del bambino e che funziona al meglio tramite una supervisione a domicilio da parte dello specialista. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Giuseppina Castellano (g.castellano@centroperlautonomia.it).

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