Vita Indipendente per tutte le persone con disabilità

Definire la presa in carico globale delle persone con disabilità, istituire il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza, dotare il Fondo Sociale Regionale di almeno 70 milioni di euro: sono queste le richieste inviate dalla Federazione lombarda LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità) ai rappresentanti della Regione, insieme a un ampio documento in cui si sottolinea che «il diritto alla Vita Indipendente è oggi un diritto di tutte le persone con disabilità»

Giovane donna con disabilità alla finestra insieme a un amicoUn ampio documento è stato inviato dal Consiglio Direttivo della LEDHA – la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – agli assessori della Regione Lombardia Maria Cristina Cantù (Famiglia e Solidarietà Sociale) e Mario Mantovani (Salute), oltreché al presidente della Terza Commissione Consiliare Fabio Rizzi.
In tale testo, come si legge in una nota prodotta dalla stessa LEDHA, «si sottolinea che quello alla Vita Indipendente è oggi un diritto di tutte le persone con disabilità; si evidenzia come le modalità di promozione e riconoscimento reale di questo diritto possano essere diverse, ma non possano prescindere dal supporto alla realizzazione di progetti di vita globali e integrati, sostenuti da una presa in carico pubblica; si ricorda che la Vita Indipendente sottintende il riconoscimento al diritto all’autodeterminazione, che dev’essere consentito in ogni misura possibile a tutte le persone con disabilità, in special modo a chi conviva con menomazioni di carattere intellettivo e relazionale».

Si tratta di affermazioni con cui la LEDHA si propone di incidere concretamente sui percorsi di riforma regionali in tema di servizi sanitari e sociosanitari, così come sui percorsi normativi sulla vita indipendente, «percorsi – prosegue la nota della Federazione lombarda – che avranno probabilmente tempi lunghi di approvazione e di implementazione. Nel frattempo, però, le esigenze delle persone con disabilità che aspirano alla Vita Indipendente non possono rimanere senza risposta». Ed è proprio per questo che nella lettera di presentazione al citato documento, vengono proposte alla Regione Lombardia alcune azioni immediatamente attuabili, vale a dire «la definizione della presa in carico globale e integrata come Livello Essenziale di Assistenza Regionale; l’istituzione del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza, con una dotazione minima di 10 milioni di euro; la dotazione del Fondo Sociale Regionale con almeno 70 milioni di euro».

Un altro punto che la Federazione intende puntualizzare con forza è quello relativo al corretto significato di alcune “parole chiave”. «Valutiamo positivamente – dichiara infatti Maria Villa Allegri, presidente della LEDHA – le varie iniziative sviluppatesi in questi mesi (Delibere Regionali su Fondo per le Non Autosufficienze 2014 e 2015; Proposte di Legge avanzate da diversi gruppi consiliari), che stanno facendo emergere anche in Lombardia il dibattito attorno al tema del diritto alla Vita Indipendente. E tuttavia, molto spesso, si tende a dare un significato non corretto a “parole chiave” come autonomia, autogestione e indipendenza. Un’interpretazione errata di questi termini può infatti creare confusione nelle risposte che il livello istituzionale deve garantire all’esigibilità dei diritti e alla soddisfazione dei bisogni dei cittadini lombardi con disabilità. Speriamo dunque, con questo nostro documento, di dare un contributo alla discussione, al fine di contribuire a indirizzare le politiche sociali sulla disabilità nella nostra Regione in modo adeguato e sostenibile».

Da ultimo, ma non ultimo, il tema dell’assistenza indiretta. «Attraverso l’assunzione di assistenti personali – concludono dalla LEDHA – molte persone con disabilità motoria (ma non solo) hanno avuto in questi anni la possibilità di affermare la propria indipendenza e crearsi un progetto di vita soddisfacente. Che ha evitato, in molti casi, l’istituzionalizzazione. Alla Regione chiediamo quindi di garantire la continuità di questi progetti di vita e, attraverso le sperimentazioni in atto, di programmare e offrire esperienze similari ad altre persone che decidano di utilizzare lo “strumento” dell’assistenza indiretta, per creare le premesse di un progetto di Vita Indipendente». (S.B.)

È disponibile il testo integrale del documento sulla Vita Indipendente inviato dalla LEDHA ai rappresentanti della Regione Lombardia e anche la lettera che lo presenta. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@ledha.it.

Stampa questo articolo