Noi, assistenti specialistici, lavoratori di serie B

«Partecipiamo attivamente al percorso formativo, didattico e di autonomia degli studenti con disabilità e tuttavia le nostre condizioni lavorative continuano ad essere estremamente precarie, tanto più ora che non abbiamo più un’amministrazione di riferimento»: lo dichiarano i rappresentanti di un coordinamento romano di assistenti specialistici e assistenti alla comunicazione, che il 18 marzo porteranno le loro istanze alla Dirigenza della Regione Lazio

Insegnante di sostegno con una piccola alunna«Nonostante il valore del nostro ruolo, le nostre condizioni lavorative continuano ad essere estremamente precarie. Inoltre, dal 1° gennaio scorso, a seguito dell’abolizione della Provincia di Roma [Legge 56/14, “Disposizioni sulle Città Metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni”, N.d.R.], i servizi di assistenza specialistica e di assistenza alla comunicazione non hanno più un’amministrazione di riferimento, rendendo ancora più incerto il futuro dei servizi erogati. Pertanto, chiediamo urgentemente alla Regione Lazio di legiferare in merito e di riassegnare e assorbire i sovra citati servizi».
Lo dichiarano in una nota indirizzata direttamente a Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, i componenti di un coordinamento romano di assistenti specialistici e assistenti alla comunicazione, tornando a sollevare una questione su cui da tempo si sta battendo a livello nazionale anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che a tal proposito aveva ottenuto un incontro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianclaudio Bressa.

«Operiamo all’interno di svariate scuole di Roma e Provincia – viene sottolineato nella nota – e partecipiamo attivamente al percorso formativo, didattico e di autonomia degli studenti con disabilità. La nostra figura è complementare a quella dei docenti di sostegno e curriculari e quotidianamente lavoriamo per l’inclusione scolastica e l’avviamento professionale. Il nostro intervento è spesso individuale e si inserisce, di fatto, nel progetto scolastico dello studente. E tuttavia le nostre professionalità sono svendute e sottoposte a una varietà di contratti, tutti temporanei, i pagamenti dei salari avvengono con ritardi fino a sei mesi, il ricatto delle forme contrattuali adottate fa in modo che aumenti il servilismo e si riduca l’autonomia e la qualità dell’intervento. Siamo pertanto stanchi di essere considerati come “lavoratori di serie B”, cui non è concesso di ammalarsi, prendere un giorno di ferie, congedarsi per maternità/paternità o disporre dell’indennità di disoccupazione nei mesi di chiusura della scuola».

Per tutto ciò, quindi, il Coordinamento chiede «alla Regione Lazio e al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca di farsi carico della risoluzione immediata delle ulteriori urgenze illustrate nei seguenti punti: discussione della Legge Quadro sulla disabilità 104/92 alla Conferenza Stato-Regione e in sede parlamentare, ai fini del riconoscimento giuridico della nostra figura professionale, cui arrivare attraverso l’istituzione di un corso regionale, valido anche sul territorio nazionale, che certifichi la qualifica di assistente specialistico e di assistente alla comunicazione, sanando ed equiparando la nostra posizione lavorativa. Chiediamo altresì l’internalizzazione del servizio e l’assunzione di tutti i precari e di tutte le precarie».
Tali istanze verranno consegnate alla Dirigenza della Regione Lazio nel pomeriggio del 18 marzo, da una cospicua delegazione delle figure coinvolte. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti:
assistentispecialisticiromaest@gmail.com.

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