Cinque persone in carrozzina sono un problema di ordine pubblico?

Se lo chiede, manifestando a dir poco perplessità, l’Associazione Vita Indipendente (AVI) Toscana, di fronte alla decisione della Questura di Firenze di negare la distribuzione da parte di un gruppo di persone con disabilità grave, di un volantino in cui si scriveva tra l’altro: «Rivendichiamo il nostro essere parte integrante della società e il nostro diritto alla pari dignità ed eguaglianza»

Segnale stradale di divieto di transito ai disabiliPerplessità è stata espressa a dir poco, il 27 marzo scorso, dall’Associazione Vita Indipendente (AVI) Toscana, di fronte a quanto deciso dalla Questura di Firenze, di negare cioè la distribuzione di un volantino in Piazza della Signoria da parte di un gruppo di persone con disabilità grave, che non hanno quindi potuto condividere con la cittadinanza le proprie opinioni. «Cinque persone in carrozzina – dichiarano in tal senso dall’AVI Toscana – non costituiscono un problema di sicurezza o di ordine pubblico».
«La disabilità – si poteva leggere nel volantino di cui si è detto (qui il testo integrale) – è un punto centrale dell’attacco allo Stato Sociale. Gli attacchi alle condizioni di vita dei disabili hanno sempre fatto da apripista allo smantellamento di diritti e tutele per settori sempre più ampi della società intera». E ancora: «Non vogliamo che la società e coloro che detengono il potere ai vari livelli continuino a ignorarci. Rivendichiamo il nostro essere parte integrante della società e il nostro diritto alla pari dignità ed eguaglianza. L’indicatore del benessere di una società è dato non dal tenore di vita di piccole minoranze, ma dal rispetto dei diritti della parte di popolazione che incontra maggiori difficoltà».
Nello specifico della Toscana, l’AVI scriveva tra l’altro che in tale Regione «si stanno prendendo decisioni il cui effetto concreto è rendere più breve la vita di chi ha gravi disabilità». Ovvero: «Ci vogliono portare a morte precoce rinchiudendoci negli istituti, negandoci servizi essenziali alla libertà e dignità di ciascuna e ciascuno di noi e umiliandoci con un po’ di elemosina». (S.G.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: avitoscana@avitoscana.org.

Stampa questo articolo