Disabilità intellettiva e diritti: rispondono i politici

Dalla residenzialità a una vita affettiva piena, dal lavoro al diritto di voto: su tali temi e altri ancora sono centrate le interviste di libera consultazione nel web, realizzate dall’Associazione AIPD ad alcuni esponenti politici e basate sulle raccomandazioni emerse da un recente progetto europeo. L’obiettivo è quello di lanciare un messaggio preciso a chi ha responsabilità politiche e legislative, di non ostacolare, cioè, l’emancipazione delle persone con disabilità intellettiva

Franca Biondelli

Franca Biondelli, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, la cui intervita è presente oggi nel sito dell’AIPD

È iniziata oggi la campagna social dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) #progettoINV sul tema dei diritti delle persone con disabilità, composta da cinque interviste ad altrettanti esponenti di diversi schieramenti politici, centrate sulle raccomandazioni emerse dal Progetto Europeo INV (L’essenziale è invisibile agli occhi), avviato nell’ottobre del 2012 dalla stessa AIPD, in partnership con la Fundació Catalana Síndrome de Down e con l’organizzazione ungherese Down Alapítvány, grazie a un finanziamento della Commissione Europea, nell’àmbito del Programma di Apprendimento Permanente (LLP) (Programma settoriale Grundtvig per l’Educazione degli Adulti).
«Tale progetto – spiegano dall’AIPD – si è concluso nel gennaio scorso [se ne legga anche su queste pagine, N.d.R.], con l’elaborazione di un modello pedagogico che propone un nuovo atteggiamento da parte degli operatori che lavorano con le persone con disabilità intellettiva, in situazione di gravità. I risultati più che positivi della sperimentazione hanno dimostrato la validità del modello che promuove una relazione adulta su base di parità tra la persona che assiste e quella assistita e presuppone la responsabilizzazione (empowerment) della persona con disabilità intellettiva. Una responsabilizzazione che – come anche la promozione di una vita indipendente e autonoma da parte delle persone con disabilità intellettiva – non costituisce solo un modello per gli operatori e per coloro che in generale gestiscono i servizi sociali e assistenziali, ma, allo stesso tempo, rappresenta un messaggio per chi ha responsabilità politiche e legislative, di non ostacolare cioè l’emancipazione delle persone con disabilità intellettiva».

Alla luce di quanto detto, dunque, è nata l’idea dell’attuale campagna social, avviata come detto oggi, 30 marzo, con l’intervista a Franca Biondelli, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, visibile a tutti nel sito dell’AIPD. Seguiranno le interviste a Maria Cecilia Guerra, senatrice del Partito Democratico, già sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel Governo Monti (31 marzo); Giulia Di Vita, deputata del Movimento 5 Stelle, membro della Commissione Affari Sociali della Camera (1° aprile); Eugenia Roccella, deputata del Nuovo Centro Destra, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera (2 aprile); Antonio Palmieri, deputato di Forza Italia e membro della Commissione Cultura, Scienze e Istruzione de4lla Camera (3 aprile).

Ma quali sono esattamente le raccomandazioni emerse dal Progetto INV, che sono al centro di quelle interviste? «Sono sette – rispondono dall’AIPD – la prima delle quali è quella di adottare una pratica educativa e assistenziale individualizzata e centrata sulla persona; la seconda è quella di “convertire” la tutela giuridica in sostegno attivo al processo decisionale della persona con disabilità; la terza è quella di garantire la libertà di movimento, di decisione sul luogo dove vivere e lavorare, da parte della persona con disabilità; la quarta è incoraggiare la partecipazione delle persone con disabilità intellettiva nelle decisioni politiche, senza restringerne il diritto di voto; la quinta è riconoscerne il diritto ad avere un proprio partner e una famiglia; la sesta è garantire un ambiente mentalmente accessibile, a cominciare dagli uffici pubblici e dai servizi di base e applicando tale principio anche nei servizi alla persona; la settima, infine, è aprire uno spazio per la partecipazione della persone con disabilità intellettiva in situazione di gravità nella vita “normale”». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa AIPD (Marta Rovagna), ufficiostampaaipd@gmail.com.

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