Tutti vorrebbero festeggiare degnamente il Primo Maggio

«Vogliamo richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle migliaia e migliaia di persone con disabilità che non trovano lavoro perché, alle difficoltà di tutti, devono sommare il pregiudizio ancora troppo diffuso verso la loro condizione fisica o sensoriale, anche quando questa non comprometterebbe lo svolgimento regolare di una attività lavorativa»: è questo il senso del messaggio chiaro e forte lanciato dal Presidente dell’UICI, in vista della Festa dei Lavoratori del Primo Maggio

Realizzazione grafica con lavoratori disabili e non davanti a un'azienda, con sopra un arcobalenoÈ un messaggio chiaro e forte, quello lanciato in vista della Festa dei Lavoratori del Primo Maggio da Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), a nome delle persone cieche e ipovedenti italiane, ma parlando di quelle tantissime persone con disabilità fisica o sensoriale che il lavoro continuano a non trovarlo.
«I ciechi e gli ipovedenti italiani – scrive infatti Barbuto – desiderano manifestare in questo Primo Maggio tutta la loro vicinanza ai milioni di lavoratori che celebreranno in quel giorno la loro festa. Ci sentiamo fraternamente vicini a chi il lavoro è costretto a difenderlo tutti i giorni; a chi ancora non ce l’ha e lo cerca disperatamente, a chi è costretto ad accettare condizioni di pesante disagio, pur di portare a casa un salario spesso striminzito e inadeguato. Ma ricordando insieme a tutti gli altri lavoratori che il Lavoro è il mezzo più nobile ed efficace di inclusione e uguaglianza dei cittadini e che l’esclusione e la discriminazione fondate sul pregiudizio costituiscono ragione di conflitto sociale e offendono addirittura la dignità delle persone, vogliamo anche richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle migliaia e migliaia di persone con disabilità che il lavoro non riescono a trovarlo, perché alle difficoltà di tutti devono sommare proprio il pregiudizio ancora troppo diffuso verso la loro condizione fisica o sensoriale, anche quando questa non comprometterebbe lo svolgimento regolare di una attività lavorativa».

«Per questo – prosegue il Presidente dell’UICI – vogliamo sollecitare i datori di lavoro pubblici e privati a mantenere atteggiamenti aperti e ricettivi verso quanti si avvicinano al mondo del lavoro, pur in presenza di una qualche disabilità, che occorre superare con azioni positive comuni, invece che escludere a priori chi ne è portatore. E in vista di questo giorno di celebrazione del lavoro, vogliamo anche invocare interventi strutturali del Governo, del Parlamento e delle Regioni, per offrire anche alle persone con disabilità le pari opportunità di inclusione nel tessuto lavorativo del Paese, secondo i princìpi di civiltà, umanità e progresso ai quali deve ispirarsi l’azione della società e delle Istituzioni».
In tal senso, l’UICI coglie l’occasione per annunciare anche lo svolgimento di una grande conferenza in programma a Napoli, per l’11 e il 12 giugno, intitolata Il lavoro fa per me!, importante occasione di confronto tra le Federazioni rappresentative delle persone con disabilità, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, le autorità amministrative e di governo, e tutti gli altri attori sociali che operano concretamente, allo scopo di ampliare la gamma delle opportunità professionali e occupazionali per tutti.

«“Il lavoro è luce che ritorna” – conclude Barbuto, citando quanto detto molti anni fa da uno dei “padri fondatori” dell’UICI – e queste poche parole sono ancora oggi, per noi, il modo più efficace per celebrare la Festa dei Lavoratori». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Chiara Giorgi (c.giorgi@i-mage.com).

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