- Superando.it - http://www.superando.it -

Ci sono disservizi che mettono in pericolo delle vite

Realizzazione grafica dedicata a un call center

«È dura fare ascoltare le proprie esigenze ai gestori telefonici – dichiara Emanuela Astolfi – anche e soprattutto in casi come questi. Le possibilità di dialogo vengono scoraggiate dalle lunghe attese dei call center e da conversazioni e promesse di intervento che rimangono lettera morta»

«È dura fare ascoltare le proprie esigenze ai gestori telefonici. Anche e soprattutto in questi casi. Le possibilità di dialogo vengono scoraggiate dalle lunghe attese dei call center e da conversazioni e promesse di intervento che rimangono lettera morta. E sempre più spesso, tra i cittadini, ricorre la stessa domanda: “Possibile che si debba ricorrere a richieste risarcitorie o ad azioni legali per avere un servizio per cui si paga?”».
A sottolinearlo è Emanuela Astolfi, presidente dell’Associazione Avvocato del Cittadino, dopo avere preso in carico la situazione di un diciannovenne costretto a letto, a causa di una grave patologia, che oltre ad essere ossigenodipendente, si alimenta grazie all’uso di macchinari. «La sua esistenza – sottolinea Astolfi – è legata dunque a uno stretto e quotidiano contatto con i professionisti che lo curano, medici e infermieri che lo assistono costantemente e che grazie al telefono e a internet, ne monitorano lo stato clinico dalle strutture sanitarie di riferimento».

Ebbene, il giovane vive da solo, assistito dalla madre, che può contare solo su se stessa, non potendo nemmeno uscire di casa liberamente per cercare aiuto. Qualche mese fa era stato stipulato un contratto per linea telefonica e ADSL, ma già tra gennaio e febbraio, il servizio era stato disattivato per una decina di giorni e anche dopo il ripristino permangono tuttora dei problemi. A quanto pare, infatti, in alcuni momenti più o meno lunghi della giornata, il servizio è assente, mettendo dunque in pericolo la vita stessa del giovane, poiché, come detto, le comunicazioni con le strutture di riferimento devono essere costanti.
«Non è la prima volta, purtroppo, che dobbiamo occuparci di problemi del genere», dichiara Astolfi, che qualche giorno fa ha pertanto inviato una lettera al gestore, chiedendo il ripristino immediato della regolarità del servizio e anche un risarcimento del danno di 50.000 euro.

«La vicenda è molto grave – conclude la responsabile dell’Associazione Avvocato del Cittadino – perché Simone ha accanto una presenza fondamentale, la madre, che, come certificato anche dall’ASL, può stare fuori casa solo per brevi momenti. A causa però di quei disservizi, lei si è dovuta recare personalmente da coloro che seguono il figlio, per fornire il proprio numero di cellulare e ha anche dovuto rivolgersi ad alcuni amici per le comunicazioni, ciò che ha causato e sta causando una situazione di grave rischio».
Quante altre persone si riconoscono in casi del genere e vivono problemi analoghi? (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: avvocatodelcittadino@tiscali.it.