5 Maggio: la libertà nella disabilità

Si può anche sintetizzare così il significato della Seconda Giornata Europea per la Vita Indipendente delle Persone con Disabilità, che il 5 maggio prevede tra l’altro, nel nostro Paese, un pubblico incontro a Cerignola (Foggia), cui porteranno le proprie testimonianze alcuni beneficiari e assistenti personali dei Progetti di Vita Indipendente avviati recentemente in Puglia, grazie a un fondo sostenuto congiuntamente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione

Giovane in carrozzina spinto in salita da un assistenteDell’evento in programma il 5 maggio a Roma, intitolato Protagonisti Noi, abbiamo già riferito in altra parte del giornale. Qui ci occupiamo di una tra le altre iniziative promosse in occasione della Seconda Giornata Europea per la Vita Indipendente delle Persone con Disabilità, vale a dire il pubblico incontro voluto dall’Associazione Superamento Handicap, dinanzi alla Villa Comunale di Cerignola (Foggia), ove a partire dalle 10.30 porteranno le proprie testimonianze anche alcuni beneficiari e assistenti personali dei Progetti di Vita Indipendente (PRO.V.I.), avviati recentemente in Puglia, nell’àmbito del Programma Qualify-Care Puglia, da noi presentato a suo tempo e attivato grazie a un fondo sostenuto congiuntamente dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Puglia.
In generale, l’obiettivo della manifestazione di Cerignola è quello di informare e sensibilizzare la cittadinanza sullo scopo dei citati Progetti di Vita Indipendente, ovvero sulla possibilità, per una persona adulta con disabilità grave, di autodeterminarsi e di poter vivere come chiunque, avendo la capacità di prendere decisioni riguardanti la propria vita e di svolgere attività di propria scelta.

«Liberiamo il diritto – sottolinea Simone Marinelli, presidente dell’Associazione Superamento Handicap e coordinatore per la Puglia di ENIL Italia (European Network on Independent Living) – di scegliere dove vivere, come vivere e con chi vivere: queste sono le parole chiave. Le persone con disabilità, infatti, non vogliono più essere soltanto oggetto di cure, ma riscattare il proprio ruolo sociale di soggetti con diritti e doveri. Pro.Vi. significa proprio questo: uscire dall’assistenzialismo e diventare forma attiva, protagonista. In tal senso, un ruolo fondamentale, in questo processo, lo rivestono gli assistenti personali, che la persona con disabilità sceglie autonomamente, dovendo regolarizzarne il rapporto di lavoro nel rispetto delle forme contrattuali vigenti. La titolarità e la responsabilità nella scelta, nella formazione e nella gestione del rapporto di lavoro dell’assistente personale è esclusivamente priorità del beneficiario del progetto».

«Disporre di un assistente personale – prosegue Marinelli – che supporta la persona con disabilità per alcune ore al giorno, significa poter compiere le azioni che desideriamo, ma che non riusciamo a svolgere a causa della disabilità e della parziale o totale immobilità. Con l’assistente possiamo uscire, fare la spesa e andare in bagno quando ci serve: l’assistente è indispensabile, molto più di un ausilio informatico o domotico. Naturalmente, ogni progetto di Vita Indipendente va costruito su misura e nella fase sperimentale la Regione Puglia ha destinato gli stessi contributi a tutti i beneficiari. È chiaro, però, che una persona paraplegica e una tetraplegica hanno esigenze e necessità differenti. Su questo punto, così come sulla continuità del progetti – attivati per un biennio in fase sperimentale – occorre riflettere».

Beneficiarie dei Pro.V.I. pugliesi sono, lo ricordiamo, le persone con disabilità motoria in età compresa tra i 16 e i 64 anni, con reddito individuale non superiore a 20.000 euro annui e che, a prescindere dal livello di autosufficienza, presentino elevate potenzialità di autonomia e abbiano manifestato la volontà di realizzare un personale progetto di Vita Indipendente, orientato al completamento del percorso di studi, alla formazione professionale e all’inserimento socio-lavorativo.
Il primo regolamento ha riconosciuto per la fase sperimentale un massimo di 15.000 euro all’anno per ciascun beneficiario, equivalente a un importo di circa 1.250 euro al mese. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: superamentohandicapcerignola@gmail.com.

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