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Le vaccinazioni e le malattie neuromuscolari

Evie, bimba americana affetta da SMA (atrofia muscolare spinale) di tipo 2

Evie, bimba americana affetta da SMA (atrofia muscolare spinale) di tipo 2. «Per i vaccini che si somministrano durante i primi anni di vita – si legge nella brochure informativa realizzata dall’AIM (Associazione Italiana Miologia) – non esiste alcuna controindicazione generale nei bimbi affetti da malattie rare neuromuscolari»

«Fornire una serie di raccomandazioni chiare sulla base di evidenze scientifiche, in tema di vaccinazioni e malattie rare neuromuscolari e redigere un documento di riferimento utile alle famiglie dei pazienti, ai medici di base e ai pediatri, perché la diagnosi di una malattia neuromuscolare pone molti interrogativi, sia ai pazienti sia ai genitori dei pazienti più piccoli, sulla condotta da tenere nei confronti delle vaccinazioni. E anche sul versante medico la situazione è simile, perché la rarità con cui queste malattie si presentano fa sì che anche i pediatri di famiglia e i medici curanti non siano a volte in grado di aiutare i pazienti in questo processo decisionale, con il risultato che il problema “vaccinazione sì/no” non viene spesso affrontato correttamente. È importante, perciò, avere un quadro della situazione chiaro e completo, per poter agire nella maniera più corretta».
Vengono presentate così le finalità dell’utile brochure informativa realizzata dall’AIM (Associazione Italiana di Miologia) e intitolata appunto Raccomandazioni in tema di vaccinazioni in pazienti affetti da malattie neuromuscolari, ricordando che tra le principali forme di queste ultime vanno annoverate ad esempio le distrofie muscolari, le atrofie muscolari spinali (o amiotrofie), le miastenie, le miopatie e altre ancora.
All’iniziativa – sostenuta e patrocinata dalla UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) – da Famiglie SMA (Atrofia Muscolare Spinale), dall’AIG (Associazione Italiana Glicogenosi) e dall’Associazione Parent Projecthanno collaborato la SITIP (Società Italiana di Infettivologia Pediatrica), la SINP (Società Italiana di Neurologia Pediatrica), la FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri), la SITI (Società Italiana di Igiene) e l’AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri).

Come si legge nel sito della UILDM Nazionale, la pubblicazione «parte dal presupposto che nel caso delle malattie neuromuscolari la prevenzione sia fondamentale per evitare che altre malattie, soprattutto infettive, e le relative possibili complicazioni, possano peggiorare il quadro clinico e la qualità di vita». Infatti, è opportuno ricordarlo, le persone che soffrono di patologie neuromuscolari presentano spesso una compromissione cardiaca o respiratoria, che può appunto peggiorare in caso di malattie infettive.
«Questa brochure – proseguono dalla UILDM – intende quindi spiegare, prima di tutto, che cosa siano le vaccinazioni e il loro scopo. Infatti, a tutti gli effetti, i vaccini sono farmaci che contengono batteri e virus attenuati (resi innocui e non capaci di provocare la malattia che devono prevenire) o inattivati (uccisi). E tuttavia, in quanto farmaci, essi possono essere responsabili di effetti indesiderati, di lieve entità o più gravi: per questo motivo è utile un approccio consapevole alla questione. Per quanto riguarda i vaccini che si somministrano durante i primi anni di vita, non esiste alcuna controindicazione generale nei bimbi affetti da malattie rare neuromuscolari, perché nessuno di questi vaccini è vivo e attenuato. Anche qui, però, è necessario, come spiegano gli stessi autori della brochure, “avere la massima attenzione e, di conseguenza, la decisione finale di vaccinare o no, dipende da un’attenta anamnesi e disamina dei sintomi, soprattutto quelli a carico del sistema nervoso centrale, e dei farmaci in terapia, in particolare steroidi e immunoglobuline”».
È proprio il fatto di trovarsi di fronte a Malattie Rare che impone quindi una particolare valutazione in merito al singolo caso.

Venendo poi alle vaccinazioni previste in età adulta, come spiega la pubblicazione realizzata dall’AIM, quelle «contro il tetano e la difterite possono essere eseguite senza alcun problema nelle persone affette da malattie neuromuscolari, mentre quelle antinfluenzali sono da raccomandare, secondo la Circolare Ministeriale per la Prevenzione e il Controllo dell’Influenza, perché tengono sotto controllo i fattori di rischio legati alle complicanze dell’influenza stessa, ovvero rischi di infezioni respiratorie, rischi cardiovascolari e immunosoppressione iatrogena; ugualmente importante, infine, è la vaccinazione antipneumococcica, per proteggersi dai medesimi fattori di rischio».
Fatto non certo secondario, per le persone con patologie neuromuscolari tutte queste vaccinazioni sono gratuite.

Da ricordare infine che nella parte conclusiva della brochure è presente una tabella riassuntiva con le patologie neuromuscolari in età evolutiva e nell’adulto, e per ciascuna di esse vengono indicate le raccomandazioni riguardanti le citate vaccinazioni antinfluenzale e antipneumococcica. (S.B.)

È disponibile il testo integrale della brochure informativa Raccomandazioni in tema di vaccinazioni in pazienti affetti da malattie neuromuscolari, di cui si parla nella presente nota.