Volontariato: inizia il percorso dell’Autoconvocazione

Si terrà il 9 maggio a Roma il primo evento dell’Autoconvocazione del Volontariato Italiano, articolato percorso che dovrà portare almeno fino al 5 dicembre di quest’anno, ovvero alla prossima Giornata Internazionale del Volontariato. Come ha sottolineato in fase di presentazione Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, «l’Autoconvocazione vuole rappresentare un’espressione forte di quello che il volontariato vuole essere in questa complicata fase storica»

Pietro Barbieri

Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore

Dare voce al Volontariato italiano, coinvolgendone tutte le organizzazioni, dalle più grandi alle più piccole; rimettere al centro dell’agenda politica la necessità di valorizzare un così importante patrimonio nazionale; creare le condizioni che ne liberino ulteriormente le energie; rilanciarne i valori fondanti, come la gratuità, il ruolo politico e quello di tutela (advocacy): è con questi fondamentali obiettivi che il 5 dicembre dello scorso anno, in occasione della Giornata Internazionale del Volontariato, era stata lanciata l’Autoconvocazione del Volontariato italiano, iniziativa partita dal Forum Nazionale del Terzo Settore, dalla Consulta del Volontariato presso il Forum stesso, dal CSVnet (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato), dalla ConVol (Conferenza Permanente delle Associazioni Federazioni e Reti di Volontariato), dalla Caritas Italiana e dal CNV (Centro Nazionale per il Volontariato).
E ora è imminente il primo evento, che il 9 maggio a Roma (Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale-CORIS dell’Università La Sapienza, Via Salaria, 113, ore 10-17) darà il via a un articolato percorso, tuttora in costruzione, che dovrà portare almeno fino al 5 dicembre di quest’anno, ovvero alla prossima Giornata Internazionale del Volontariato.

«Siamo qui – ha dichiarato in fase di presentazione Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore – per parlare di un evento straordinario nella storia del volontariato italiano che sta attraversando, come il Paese, una fase storica complicata. La crisi economica, sociale, culturale e politica che investe il Paese richiama infatti alla necessità e al protagonismo del vasto mondo della solidarietà, che raccoglie 4 milioni e mezzo di volontari ed esprime centinaia di migliaia di organizzazioni. In tal senso l’Autoconvocazione vuole rappresentare un momento di impatto, un’espressione forte di quello che il volontariato vuole essere in questa fase storica. Per questo non è pensato come una sola giornata, ma come un percorso partecipato, che consentirà al volontariato di essere protagonista, di esprimersi e di proporre la propria agenda. Crediamo di essere ora nel momento giusto per realizzare questo percorso».
«Il Disegno di Legge Delega di Riforma del Terzo Settore uscito dalla Camera il 9 aprile scorso – ha sottolineato dal canto suo Emma Cavallaro, presidente della ConVol – non tiene in alcun conto valori, richieste e proposte del volontariato organizzato. In altre parole, siamo stati auditi, ma non ascoltati. Penso, a questo punto, alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, il cui concetto di base è Niente su di Noi senza di Noi, un forte messaggio che ben rappresenta anche i sentimenti del volontariato organizzato. Ci sembra infatti che il welfare si stia trasformando in un investimento su qualcuno che potrà contribuire al sistema produttivo e quindi non sia più tutela dei diritti delle persone più fragili».
«Vogliamo dare voce al volontariato – ha affermato poi Stefano Tabò, presidente del CSVnet – una realtà diffusa in tutto il Paese in modo eterogeneo, ma capace di esprimere valori condivisi come il dono, la gratuità, la partecipazione e la responsabilità, che sono il presupposto su cui costruire l’Italia che verrà. Nella Riforma del Terzo Settore abbiamo visto evaporare il principio di sussidiarietà nella gestione dei Centri di Servizio; chiediamo dunque che venga riconosciuta l’identità e l’autonomia del volontariato, e non solo la sua capacità di rispondere operativamente ai bisogni sociali».
«Il 9 maggio – ha concluso Enzo Costa, coordinatore della Consulta del Volontariato presso il Forum Nazionale del Terzo Settore – il volontariato italiano alzerà la voce per dire le sue ragioni, che poi si traducono in “valori”, dal momento che sinora la politica italiana non lo ha fatto. Noi crediamo che il volontariato, che coinvolge milioni di cittadini, sia una pratica storica diffusa in tutto il Paese e, in quanto tale, un grandissimo patrimonio da sostenere e valorizzare. Il 9 maggio lanceremo un segnale, avremo una rappresentanza con molte facce e molte voci per dare espressione a questo Paese».

Nel dettaglio del programma di sabato 9 maggio, ad aprire la giornata saranno i saluti di Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale-CORIS dell’Università La Sapienza di Roma. I lavori verranno poi introdotti dal giornalista Toni Mira, seguito da una serie di “Voci del volontariato”. A presentare quindi l’iniziativa sarà Pietro Barbieri, prima di un’introduzione curata dal sociologo Mauro Magatti.
I successivi gruppi di lavoro (I valori del volontariatoVolontariato e coesione socialeVolontariato, sussidiarietà, beni comuniVolontariato e legalità; Volontariato, comunicazione, culturaVolontariato e globalizzazione della solidarietàVolontariato: reti, forme di sostegno e CsvVolontariato e generazioni) produrranno altrettanti rapporti, dopo la presentazione dei quali concluderanno l’incontro i rappresentanti dei promotori dell’Autoconvocazione. (S.B.)

Nel sito dedicato all’Autoconvocazione del Volontariato, è disponibile il documento intitolato Il Volontariato Italiano si autoconvoca, di cui suggeriamo senz’altro la lettura. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa@forumterzosettore.it.

Stampa questo articolo