Così si nega la lettura alle persone con disabilità visiva

Approvato nel 2013, il Trattato di Marrakech aveva segnato un fondamentale passo in avanti per il pieno accesso ai libri da parte delle persone cieche e ipovedenti e tuttavia, denunciano dall’UICI, «oggi il Governo tedesco e quello italiano si stanno adoperando affinché gli Stati dell’Unione Europea blocchino la ratifica di quel Trattato da parte dell’Unione stessa ». L’auspicio, pertanto, è che venga dimostrata una maggiore sensibilità sulla questione, sia da parte dell’Italia che della Germania

Wolfgang Angermann

Mentre l’UICI protesta per la riluttanza del Governo italiano ad accettare la ratifica del Trattato di Marrakech da parte dell’Unione Europea, il presidente dell’Unione Europea dei Ciechi Wolfgang Angermann si esprime duramente contro l’analoga posizione assunta dal Governo tedesco

«Sono passati quasi due anni dalla firma a Marrakech di un Trattato che segna un fondamentale passo in avanti per la realizzazione del pieno accesso ai libri da parte delle persone cieche e ipovedenti e tuttavia il Governo tedesco e quello italiano si stanno adoperando affinché gli Stati Membri dell’Unione Europea blocchino la ratifica da parte dell’Unione stessa di quel Trattato. Questa riluttanza non è dovuta tanto a tecnicismi legali, quanto alla carente volontà politica di garantire a tutte le persone non vedenti, ipovedenti e con altre disabilità di lettura il pieno accesso al patrimonio librario dell’umanità, indipendentemente dai vincoli del diritto d’autore».
Lo si legge in una nota dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), riferita al citato Trattato di Marrakech che, come avevamo riferito a suo tempo, era sacaturito nel giugno del 2013 dalla Conferenza Mondiale dell’Organizzazione Internazionale per la Proprietà Intellettuale (WIPO – World Intellectual Property Organization), per favorire appunto la circolazione e la diffusione del libro accessibile.
«L’incoraggiante e atteso documento – aveva scritto in tale occasione Alfio Desogus, presidente della FISH Sardegna (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – al quale sono pervenuti tutti gli Stati partecipanti, dopo diversi anni di confronto e discussione, rappresenta un importante passo verso la diffusione universale della cultura. Un Trattato da più parti definito “storico” perché la Conferenza di Marrakech è sostanzialmente approdata a un equilibrio tra diritto alla cultura accessibile e diritto della proprietà intellettuale».
«Il punto centrale di questo Trattato – aggiungono oggi dall’UICI – è un articolo che autorizza le organizzazioni e le biblioteche dei ciechi a condividere le proprie raccolte di titoli accessibili con altre comunità parlanti la stessa lingua in tutto il mondo. Ad esempio la Spagna e l’Argentina saranno in grado di condividere il proprio patrimonio librario accessibile di oltre 150.000 titoli con tutti i Paesi dell’America Latina, non appena il Governo di ciascun Paese beneficiario avrà ratificato e adottato le misure per far entrare in vigore il Trattato. In sintesi, esso stabilisce il quadro giuridico fondamentale per l’adozione di deroghe nazionali in materia di diritto d’autore in quei Paesi che ne sono privi e stabilisce un regime per lo scambio transnazionale di libri in formato accessibile».

Particolarmente dura è la presa di posizione di Wolfgang Angermann, presidente dell’EBU (European Blind Union), l’Unione Europea dei Ciechi. « Come cittadino tedesco con disabilità visiva – ha dichiarato infatti Angermann – e anche come cittadino europeo, sono profondamente deluso dalla riluttanza della Germania ad accettare la ratifica da parte dell’Unione Europea di questo Trattato. Sollecito dunque il Governo tedesco a rivedere le proprie posizioni e a offrire il proprio sostegno a un accordo per la rapida ratifica da parte dell’Unione Europea, che verrà discusso proprio in questa settimana, durante la riunione del Consiglio dell’Unione».
«Come pretesto per opporsi alla ratifica da parte dell’Unione Europea – sottolineano dall’UICI – il Governo tedesco fa riferimento ad alcune affermazioni false e inconsistenti, secondo le quali questo settore non è di esclusiva competenza dell’Unione, nonostante sia i servizi giuridici della Commissione sia quelli del Consiglio abbiano insistito sull’evidenza della competenza esclusiva dell’Unione stessa, fatto supportato da molteplici giudizi della Corte di Giustizia Europea».

Per quanto poi riguarda il Governo italiano, ad esprimere tutto il proprio disappunto è Mario Barbuto, presidente dell’UICI, che precisa innanzitutto come, «ostacolando la ratifica del Trattato di Marrakech, non si rispettano gli obblighi del nostro Paese nei confronti delle persone con disabilità, ai sensi dell’articolo 30 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità».
«Il nostro Governo – aggiunge Barbuto – non trae alcun vantaggio da questa posizione e perde, invece, una grande occasione per porre fine alla “carestia dei libri”, assicurando a milioni di persone cieche e ipovedenti in tutto il mondo l’accesso all’educazione, alla cultura e allo svago attraverso la lettura».
«Non riusciamo a comprendere le ragioni – prosegue la nota dell’UICI – per cui l’Italia, che ha una legislazione particolarmente avanzata riguardo alle eccezioni al diritto d’autore in favore delle persone con disabilità, abbia assunto in seno al Consiglio dell’Unione Europea una posizione chiaramente contrastante con le esigenze delle persone non vedenti in Europa e nel resto del mondo. Una decina di giorni fa, tra l’altro, la Commissione Europea aveva proposto un compromesso per la ratifica, nel rispetto della sovranità dei singoli Stati Membri dell’Unione, affermando però il principio della competenza giuridica dell’Unione stessa. Respingendo tuttavia questo compromesso, i Governi dell’Italia e della Germania hanno dimostrato scarsa flessibilità, al punto da compromettere un possibile accordo».

«Se dovesse dunque concretizzarsi il blocco della ratifica del Trattato di Marrakech da parte dell’Unione Europea – concludono dall’UICI – le barriere del diritto d’autore all’accesso alla cultura da parte delle persone con disabilità visiva continueranno ad esistere ancora per molti anni e i cittadini non vedenti e ipovedenti dovranno attendere che la Corte di Giustizia Europea esprima il proprio parere, indubbiamente favorevole alla competenza esclusiva dell’Unione riguardo alla ratifica, e che l’Unione stessa adotti una nuova normativa-quadro comunitaria sul diritto d’autore. Ma questo ritardo, probabilmente di molti anni, non appare né ragionevole né giustificabile. Pertanto, invitiamo caldamente il Governo italiano a mostrare maggiore sensibilità nei confronti delle esigenze di milioni di persone cieche e ipovedenti e a dare sostegno a una rapida ratifica del Trattato di Marrakech in tutto il mondo». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Chiara Giorgi (c.giorgi@i-mage.com).

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