3.800 spettatori non nascono dal nulla

«3.800 spettatori per una gara paralimpica – scrive Claudio Arrigoni, commentando quanto accaduto alla recente finale del Campionato di basket in carrozzina – non nascono dal nulla. Sono il frutto di un lavoro di sensibilizzazione sul territorio che parte da lontano, con progetti mirati in scuole, oratori, centri di aggregazione, società sportive e che ha ormai raggiunto migliaia di persone. Ecco come si cambia la percezione sia dello sport che della disabilità»

PalaPianella di Cucciago (Como): finale Campionato 2015 di basket in carrozzina

Uno scorcio del PalaPianella di Cucciago (Como), durante la recente finale del Campionato di basket in carrozzina

Passo indietro. Londra 2012, e stiamo parlando di Paralimpiade. La più bella di sempre, è stato detto. Giustamente, perché il giudizio non riguardava solo gare e risultati e presenze, ma molto d’altro. Anzi, era più per quello che stava intorno: atmosfera, partecipazione, interesse. Tanto da indurci, successivamente, a una riflessione ripresa anche su queste pagine: abbiamo vissuto in una “bolla” paralimpica? Era il mondo reale quello che vissuto a Londra in quei giorni di settembre del 2012?
Domande non da poco, che si sono ripresentate nello scorso fine settimana, quando abbiamo assistito a un momento storico: 3.800 persone presenti a un evento ufficiale di sport paralimpico. È’ accaduto alla finale del campionato di basket in carrozzina fra UnipolSai Briantea84 Cantù e Santa Lucia Roma. Un record. Importante al di là dei numeri.

Il luogo era il PalaPianella di Cucciago (Como), palazzetto storico per il basket, scelto dai brianzoli, che solitamente giocano a Seveso, proprio per la grande affluenza prevista: infatti, si preannunciava già come l’evento agonistico paralimpico con il maggior numero di spettatori di sempre in Italia (tolte le gare di Torino 2006, prima Paralimpiade Invernale ospitata in Italia).
E così è stato, superando anche le previsioni: ci si aspettavano poco più di 2.000 spettatori, ne sono giunti quasi il doppio. Il tifo era quello italiano, caldo il giusto per la proprio squadra, ma l’atmosfera era di quei giorni londinesi. Perché poi alla fine, come dovrebbe essere sempre, gli applausi sono stati per tutti.

Sorge allora anche in questo caso la domanda: è cambiato qualcosa nella percezione dello sport paralimpico? Mai (non fino a qualche anno fa, ma fino a poche settimane fa) ci si sarebbe immaginato che tanti spettatori potessero riempire un palazzo dello sport per una gara paralimpica. In gare e campionati ufficiali mai un pubblico così numeroso, naturalmente, come si è detto, a parte i Giochi Paralimpici Invernali di Torino 2006. Ci sono stati eventi anche con più spettatori, come le varie Giornate Paralimpiche in tutta Italia, ma non eventi ufficiali agonistici.
E anche a livello europeo, ci sono davvero pochi precedenti, escludendo gli inarrivabili Giochi Paralimpici di Londra 2012. «L’unica piazza del basket in carrozzina che registra ogni volta il tuto esaurito è quella tedesca dell’RSV Lahn-Dill, neo campione d’Europa in carica. Alla finale del campionato di Germania, un mese fa, c’erano circa 1.800 spettatori paganti, una frontiera che in Italia non è ancora stata superata», spiegano alla Briantea84 di un presidente visionario come Alfredo Marson, una delle più belle società paralimpiche in Italia e in Europa, che in ogni caso, comunque al sabato sera, alle partite della Serie A del basket in carrozzina, porta sempre 600 persone a Seveso.
Non un miracolo, dunque, ma il frutto di un lavoro di sensibilizzazione sul territorio che parte da lontano, con progetti mirati in scuole, oratori, centri di aggregazione, società sportive. Sono ormai migliaia le persone raggiunte, piccole e grandi. Ecco come si cambia la percezione, non solo dello sport, ma della disabilità. Con il lavoro capillare fatto da Briantea: in quella zona di Brianza cresceranno ragazzi e ragazze che sapranno delle abilità prima che delle disabilità.

I 3.800 spettatori per una gara paralimpica allora non nascono dal nulla. Cambiare la cultura e la società costa fatica. I frutti dell’impegno di Briantea84 Cantù e di tante altre società che muovono il territorio si vede solo in minima parte oggi, forse un po’ più domani, certamente molto da dopodomani in poi. Come disse Stephen Hawking prima dei Giochi Paralimpici di Londra: «Cambieremo la nostra percezione del mondo».

P.S.: lo scudetto del basket in carrozzina lo ha vinto la Santa Lucia Roma, che ha sconfitto in due partite, l’ultima appunto al PalaPianella di Cucciago, la UnipolSai Briantea84 Cantù. Ma questa è un’altra storia.

Testo già apparso – con il titolo “Quei 3800 per il basket in carrozzina. Come cambia la percezione della disabilità” – in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it». Viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.

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