Bene le scuse di Trenitalia, ma il cammino è ancora lungo

Sia l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) che il CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down) ritengono apprezzabili le scuse di Trenitalia, dopo il triste e ripetuto episodio di discriminazione, in Veneto, nei confronti di alcuni giovani con sindrome di Down, accusati di “eccessiva lentezza” nel fare il biglietto del treno. E tuttavia sottolineano come sia ancora lunga la strada verso la piena e completa inclusione delle persone con sindrome di Down

Giovane donna con sindrome di Down«Qualunque atteggiamento discriminatorio è bandito dalla cultura e dal codice etico di Trenitalia, né appartiene al costume, alla sensibilità e alla storia dell’azienda e dei suoi dipendenti, ogni giorno in prima linea nell’assistere tutti i clienti, con cura e attenzione. Trenitalia si scusa quindi con la comitiva dei ragazzi e i loro accompagnatori se hanno percepito comportamenti irrispettosi e offensivi. Se gli approfondimenti confermeranno tali atteggiamenti, Trenitalia non mancherà di sanzionarli, come previsto dalle proprie norme interne».
Così Trenitalia ha inteso porgere pubblicamente le proprie scuse – il “minimo” che avevamo chiesto anche da queste pagine – dopo il triste e ripetuto episodio di discriminazione denunciato dall’AIPD della Marca Trevigiana (Associazione Italiana Persone Down), nei confronti di alcuni giovani con sindrome di Down, accusati di “eccessiva lentezza” nel fare il biglietto del treno.
Scuse che vengono accolte favorevolmente da Mario Berardi, presidente nazionale dell’AIPD (Associazione aderente alla FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che dichiara: «Viaggio molto con Trenitalia e visto il garbo con cui sono stato sempre trattato, mi fa piacere che ci sia stata una risposta così tempestiva sui gravi fatti del 16 maggio scorso. Possiamo notare che la società civile ha fatto grandi progressi nell’accogliere e riconoscere i nostri ragazzi. Ringrazio le istituzioni e i politici che hanno manifestato la loro solidarietà e la nostra Sezione della Marca Trevigiana per aver saputo con opportunità e coraggio difendere i diritti calpestati dei nostri figli».
Prima ancora delle scuse di Trenitalia, lo stesso Berardi aveva voluto puntualizzare alcuni importanti passaggi, parlando innanzitutto di «incredibile episodio di maleducazione, di discriminazione, di odioso cinismo di cui sono stati oggetto sette cittadini italiani, maltrattati perché, essendo persone con sindrome di Down, avrebbero rallentato le operazioni di acquisto del biglietto del treno. È inutile sottolineare la terribile frustrazione di chi, venuto al mondo con un cromosoma in più, con fatica impara ad essere autonomo, a fare i biglietti, a cavarsela quando ci sono imprevisti: pensavamo che tutto il lavoro di sensibilizzazione portato avanti dalle Associazioni, dalle famiglie, da tanti insegnanti e operatori della scuola avesse portato frutto. Ma forse occorre ancora ripetere quanto i nostri ragazzi sono persone e cittadini come tutti gli altri, con gli stessi diritti e doveri. Sono certo, quindi, che quello di Conegliano (Treviso) e Mestre (Venezia) rimarrà un episodio vergognoso ma isolato».

Anche Sergio Silvestre, presidente del CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), ritiene «apprezzabile la tempestiva presa di posizione di Trenitalia che ha ufficialmente stigmatizzato il grave episodio» e si augura «che le indagini interne avviate dai vertici dell’azienda contribuiscano a chiarire tutti gli aspetti dell’accaduto e ad accertare le reali responsabilità». «Il rispetto dei modi e dei tempi di espressione di tutti – aggiunge poi -, anche di chi si muove e agisce con ritmi che ad altri possono sembrare più lenti, è una delle condizioni necessarie per costruire una reale cultura della diversità. I progetti di autonomia nei quali tanti ragazzi con sindrome di Down sono coinvolti rappresentano infatti fondamentali momenti di socialità e tappe essenziali nella crescita personale e nella conquista di una vera indipendenza. Tra queste importanti esperienze non può mancare la possibilità di viaggiare e di conoscere nuovi luoghi».
«Nella società di oggi – conclude Silvestre – sono stati fatti molti passi avanti sul tema dell’integrazione e del rispetto delle disabilità, ma la strada verso la piena e completa inclusione delle persone con sindrome di Down è molto lunga, così come ci appare ancora inespressa la possibilità per tanti ragazzi, solo perché con un cromosoma in più, di poter esercitare i propri diritti come chiunque altro, anche nel banale acquisto di un titolo di viaggio. Sono proprio questi i temi che ci stanno a cuore e per i quali continueremo a lavorare ogni giorno». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampaaipd@gmail.com (Marta Rovagna); ufficiostampa@coordown.it (Federico De Cesare Viola).

Stampa questo articolo