L’inclusione che c’è

Si chiama così il seminario organizzato per il 23 maggio a Bergamo, dal Gruppo di Lavoro Inclusione 2.0, dedicato ai modi con cui realizzare oggi una reale inclusione all’interno della scuola, fornendo una panoramica delle buone pratiche attuate in Italia e all’estero, dalle quali prendere spunto, avviando al contempo una positiva rete di relazioni e scambi

Teste di bambini raggruppate in cerchio«C’è molto interesse e un intenso dibattito nel nostro Paese – sottolineano dal Gruppo di Lavoro Inclusione 2.0, sorto all’interno del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università di Bergamo – sui modi con cui realizzare oggi una reale inclusione all’interno della scuola, anche perché molti istituti stanno dando inizio a progetti e sperimentazioni interessanti in tal senso. Crediamo dunque sia particolarmente interessante, in questa fase, confrontarsi con le esperienze di chi su questo percorso si sta muovendo ormai da tempo, in Italia e all’estero».
Partendo dunque dall’approccio del Nuovo Index per l’inclusione. Percorsi di apprendimento e partecipazione a scuola, strumento ideato dal CSIE (Centre for Studies on Inclusive Education) e curato da Tony Booth dell’Università di Cambridge (Gran Bretagna), insieme a Mel Ainscow (edizione italiana a cura di Fabio Dovigo), lo stesso Gruppo Inclusione 2.0 ha promosso per sabato 23 maggio presso l’Università di Bergamo (Sala Conferenze del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Piazzale Sant’Agostino, 3, ore 9-13), il seminario intitolato L’inclusione che c’è, incontro voluto «non per proporre dei modelli, ma per offrire una panoramica delle buone pratiche da cui è possibile prendere spunto e al contempo iniziare a costruire una rete di relazioni e scambi».

Ad aprire i lavori sarà un autorevole ospite proveniente dalla Gramn Bretagna, vale a dire Neil Toplis della Dereham St Nicholas Junior School di Norfolk (Cosa può fare un dirigente perché il suo Istituto sia più inclusivo?), seguito da Paola Damiani dell’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte (Favorire l’inclusione nella scuola: l’esperienza con l’Index a Torino), Fabio Dovigo e Anna Pietrocarlo dell’Università di Bergamo (L’Index in tour, ovvero l’inclusione si muove passo passo) e un referente del Centro Territoriale per l’Inclusione (CTI) di Bergamo-Ambito I (Invito al viaggio: i referenti degli Istituti e gli operatori del CTI al lavoro con l’Index). (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: inclusion@unibg.it.

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