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È un’altra la posizione della LEDHA (e della FISH)

Insegnante di sostegno con una bimba«Attribuire a LEDHA una tale posizione rappresenta innanzitutto una grave inesattezza: LEDHA si è sempre schierata a fianco di FISH affinché i principali obiettivi del Progetto di Legge Norme per migliorare la qualità dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con altri bisogni educativi speciali [Proposta di Legge C-2444, N.d.R.] promosso dalle Federazioni FISH-FAND a giugno del 2014, entrassero a far parte del Progetto di Legge governativo sulla riforma della scuola».
Lo scrive in una lettera al quotidiano «la Repubblica», Alberto Fontana, presidente della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), la componente lombarda della FISH (Federazione per il Superamento dell’Handicap), a proposito dell’articolo pubblicato il 22 maggio dalla stessa «Repubblica», a firma di Corrado Zunino, con il titolo Riforma della scuola, percorso universitario ad hoc per prof di sostegno. E scoppia la polemica.

«In quell’articolo – scrive Fontana – si legge: «La legge Faraone è criticata dalla Ledha e avversata dal Comitato nazionale insegnanti Bis-Abili. Dicono: Rischiamo la deriva verso la medicalizzazione del sostegno scolastico”. Da parte nostra, invece, siamo convinti che con l’approvazione di questa norma (in particolare nei passaggi in cui prevede la separazione delle carriere tra insegnanti curricolari e insegnanti di sostegno e la formazione obbligatoria di tutti i docenti) si possa realizzare una migliore inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Un’inclusione oggi messa a rischio dall’impreparazione di molti insegnanti di sostegno».
«Inoltre – prosegue il Presidente della LEDHA – quell’articolo provoca un serio danno all’immagine e alla credibilità della nostra associazione. In primis nei confronti di FISH, di cui Ledha è espressione regionale. Ma soprattutto mina la nostra credibilità nei riguardi delle centinaia di famiglie, persone e associazioni che si rivolgono a noi con fiducia per vedere tutelati i propri diritti. Per altro l’attività di LEDHA è limitata all’àmbito lombardo e molto raramente si esprime su temi di rilevanza nazionale, la cui competenza spetta alla FISH».

«In conclusione – ricorda ancora Fontana – vorremmo sommessamente far notare come l’articolo sia fortemente sbilanciato. A fronte infatti di un lungo intervento della professoressa Boscolo [presentata nell’articolo stesso come “docente di inglese che da undici anni si è convertita all’istruzione a sostegno diventando una delle cinquanta insegnanti segnalate nel mondo dalla Varkey Gems Foundation, N.d.R.], che ha ampio spazio per affermare le proprie posizioni, non troviamo un rappresentante FISH che spieghi le posizioni dell’associazione o un veterano delle battaglie per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, quale Salvatore Nocera, che si occupa di questi temi sin dagli Anni Settanta». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@ledha.it.