Migranti con disabilità: l’emergenza dei “più invisibili”

Indagare le condizioni di vita degli stranieri con disabilità in Italia, cercando di tracciare i contorni ancora insondati di un fenomeno numericamente tutt’altro che marginale, per individuare le competenze e gli obblighi delle diverse Istituzioni coinvolte e fornire alle Associazioni territoriali indicazioni utili alla tutela e alla rappresentanza dei diritti: questo si propone una ricerca sviluppata dalla FISH, in collaborazione con alcuni qualificati partner, i cui primi risultati verranno presentati il 9 giugno a Roma

Giovane ragazza straniera in carrozzina«Secondo i dati dell’ISTAT – si legge in una nota della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2015 erano 5 milioni e 73.000, pari all’8,3% della popolazione residente totale, con un incremento di 151.000 unità rispetto all’anno precedente. Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca segnala poi che nell’anno scolastico 2013-2014 gli alunni stranieri delle scuole italiane, statali e non statali, di ogni ordine e grado, sono stati 802.785, pari al 9% del totale. Di questi, ben 26.626 erano alunni stranieri con disabilità».
«Solo quindi ad osservare questi due scarni dati meramente numerici – commentano dalla Federazione – si tratta di un fenomeno tutt’altro che marginale, ma essere migranti e al tempo stesso persone con disabilità, richiamando quel rischio di doppia discriminazione paventato ad esempio dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, è una questione di evidente impatto, ma ancora insondata nella consistenza e nelle modalità in cui si concretizza».

Alla luce di quanto detto, la FISH ha voluto sviluppare una mirata azione di ricerca (Migranti con disabilità: conoscere il fenomeno per tutelare i diritti), in collaborazione con partner qualificati e in particolare con l’Associazione Culturale Villa Pallavicini di Milano e con l’Associazione Nessun Luogo è Lontano di Roma, appoggiandosi inoltre anche sulla propria rete territoriale, oltreché sull’apporto dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio), del Centro Formez PA (Pubblica Amministrazione), del CIE Piemonte (Centro d’Iniziativa per l’Europa del Piemonte) e del Comune di Lamezia Terme (Catanzaro).
«Ci si è posti – spiegano dalla Federazione – l’obiettivo di indagare le condizioni di vita degli stranieri con disabilità in Italia, selezionando e organizzando le informazioni e i dati disponibili, analizzando la normativa nazionale di riferimento, raccogliendo le storie delle persone con disabilità migrate nel nostro Paese o di seconda generazione. Ci si propone in questo modo di tracciare i contorni del fenomeno, metterne in luce dimensioni e caratteristiche, individuare le competenze e gli obblighi delle diverse Istituzioni coinvolte, e infine fornire alle Associazioni territoriali informazioni e indicazioni utili alla funzione di tutela e rappresentanza dei diritti».

I primi risultati dell’importante ricerca verranno presentati nella mattinata del 9 giugno a Roma, presso la Sala Salvadori della Camera dei Deputati, nel corso del convegno intitolato Migrazione e disabilità: invisibili nell’emergenza, durante il quale è prevista anche una tavola rotonda alla quale, insieme ad alcuni rappresentanti del Governo (Politiche Sociali, Interno, Istruzione), sono stati invitati anche una serie di Deputati in genere più sensibili a queste tematiche, oltre ad altri referenti istituzionali e dell’associazionismo.
«Ciò che emerge da questo studio – anticipano dalla FISH – è un insieme di criticità di carattere normativo e burocratico, la fotografia di un fenomeno che sfugge non solo alle statistiche, ma anche alle Istituzioni e spesso alle stesse organizzazione della società civile. È la società italiana nel suo complesso che non incontra e non conosce queste persone e quindi non ne riconosce le specifiche esigenze, che rimangono in carico a famiglie che già faticano a realizzare il loro progetto di inclusione». (S.B.)

È disponibile il programma completo del convegno del 9 giugno, realizzato in collaborazione con l’ISTISSS (Istituto per gli Studi sui Servizi Sociali), ente accreditato per la formazione continua degli assistenti sociali (sono stati richiesti al CROAS Lazio-Consiglio Regionale Ordine Assistenti Sociali quattro crediti formativi per gli assistenti sociali stessi). Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it; presidenza@fishonlus.it).

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