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Purché il problema non siano i bisogni delle persone…

Realizzazione grafica con forbice che taglia la parola "Diritti"All’inizio di aprile, davanti al Consiglio Regionale delle Marche, dove avevano promosso un’iniziativa di protesta contro il sostanziale azzeramento del Fondo Sociale Regionale, i rappresentanti delle organizzazioni che compongono la Campagna Trasparenza e diritti e il CAT Marche (Comitato Associazioni Tutela), avevano parlato di una situazione assolutamente insostenibile, con il rischio di effetti molto pesanti su migliaia di cittadini fragili, che hanno assoluta necessità di interventi e servizi sociali e sociosanitari.
E la pesantezza di quegli effetti sembra ora presentarsi concretamente, a giudicare da quanto sta avvenendo nel territorio dell’Ambito Sociale di Jesi (Ancona), come denunciano il Gruppo Solidarietà, l’Associazione Mosaico e l’ANFFAS locale (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), organizzazioni che fanno parte tutte degli organismi sopracitati.

«Sono pesantissimi – si legge infatti in una nota prodotta da queste ultime – gli effetti del sostanziale azzeramento del Fondo Sociale Regionale per l’anno 2015 nel territorio dell’Ambito Sociale di Jesi. I Comuni, attraverso l’Azienda Servizi Persona (ASP), hanno presentato il quadro dei tagli ai servizi, nell’area disabilità e infanzia, che prenderanno corpo dal 15 giugno prossimo. Si tratta per altro di un quadro non ancora definito nei singoli Comuni, che sulla base della proposta presentata dall’ASP decideranno l’entità (la riduzione dei trasferimenti complessivi è di circa il 35% pari a circa 430.000 euro)».
«In ogni caso – prosegue la nota – il quadro che si va delineando prevede, nell’area della disabilità, la riduzione di tutti i servizi domiciliari (assistenza educativa e domiciliare), con la contestuale sospensione dei regolamenti in vigore. Per i primi due servizi la riduzione potrà arrivare fino al 50% delle ore assegnate. E per il servizio educativo scolastico (da settembre), fino un taglio massimo del 50% per gli alunni “non gravi”, con riduzione delle ore eccedenti le 15 settimanali. Altri tagli sono previsti anche nei servizi per l’infanzia e adolescenza (centri aggregazione, pomeridiani), per una riduzione dei fondi del 30%, e per gli anziani (nel servizio di assistenza domiciliare le ore massime che verranno erogate saranno 8, con una riduzione settimanale pari a 46 ore). Un recupero di fondi, infine, riguarderà anche la residenza protetta del Comune di Jesi gestita dall’ASP».

«Le chiacchiere sono finite – commentano con amarezza le tre organizzazioni marchigiane – e arriva la durissima realtà per chi dei servizi ha un bisogno vitale. Un brusco risveglio per chi si illudeva che gli effetti non ci sarebbero stati e che il sostanziale mancato rifinanziamento del Fondo Sociale Regionale sarebbe stato senza conseguenze. Le dimensioni previste, infatti, sono realmente pesantissime, insostenibili se si arrivasse veramente al taglio del 50% in servizi “essenziali” per il sostegno familiare e per il mantenimento a domicilio. Nei giorni scorsi ci siamo già appellati ai Comuni per il mantenimento di interventi che non possono essere ulteriormente contratti e ci auguriamo fortemente che tale richiesta venga accolta».
A dir poco caustica la conclusione: «In una situazione nella quale sembra che nessuno abbia responsabilità (Comune taglia per taglio Regione; Regione taglia per taglio Governo; Governo taglia per supposti parametri europei…) non vorremmo arrivare a concludere che il problema sono i bisogni delle persone!».

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: grusol@grusol.it.