Lombardia: 4.650 studenti in meno? (E le altre Regioni?)

Come infatti denuncia la Federazione LEDHA, che sarà al fianco delle famiglie per eventuali ricorsi alla Magistratura, «né il Governo, né la Regione, né le vecchie e nuove Province, né la Città Metropolitana di Milano hanno saputo finora garantire il diritto allo studio ai bambini e ragazzi con disabilità sensoriale delle scuole di ogni ordine e grado e ai giovani con disabilità delle superiori, i quali rischiano dunque di restare privi di assistenza alla comunicazione, assistenza educativa e trasporto»

Bimbo alla lavagna con aria corrucciata«Già al primo giorno del prossimo anno scolastico, in Lombardia potrebbero mancare all’appello 4.650 studenti. Sono i bambini e i ragazzi con disabilità sensoriale delle scuole di ogni ordine e grado e i giovani con disabilità che frequentano le scuole superiori. Infatti, nonostante l’allarme lanciato da più di un anno dalle associazioni delle persone con disabilità, né il Governo, né la Regione Lombardia, né le vecchie e nuove Province, né la Città Metropolitana di Milano hanno trovato il modo di garantire il diritto allo studio a questi bambini e ragazzi. Che rischiano di restare privi dei servizi di assistenza alla comunicazione, assistenza educativa e trasporto. Una condizione che li costringerebbe a restare a casa o a ridurre di molto la frequenza scolastica».
La denuncia proviene ancora una volta dalla LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), che già da molto tempo evidenzia i gravi problemi per gli alunni e studenti con disabilità, conseguenti alla Legge 56/14 (Disposizioni sulle Città Metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni), meglio nota come “Legge Delrio”, e che in questi giorni ha diffuso un accorato appello, in cui si sottolinea appunto la grave mancanza di responsabilità delle persone che oggi ricoprono importanti incarichi istituzionali, ricordando che «ad oggi nessun ente pubblico (Comuni, Province o Città Metropolitana di Milano) accetta ufficialmente le domande di attivazione di questi servizi per il prossimo anno scolastico, non avendo approvato nessun atto amministrativo che ne preveda l’organizzazione. Inoltre non c’è nessun capitolo di bilancio che stanzi le risorse necessarie. Risultato: se qualcosa non cambierà nei prossimi giorni, quei bambini e quei ragazzi saranno costretti a rimanere a casa o a frequentare con un orario ridotto».

Mettendosi dunque al fianco delle migliaia di famiglie che vorranno rivolgersi alla Magistratura per vedere rispettato il diritto dei loro figli di andare a scuola, come tutti gli altri alunni e studenti, sono state predisposte, come spiega Donatella Morra, referente di LEDHA Scuola, «le lettere/diffida da inviare alle Province e alla Città Metropolitana di Milano – con cui le famiglie potranno chiedere l’attivazione di questi servizi. Qualora poi il servizio non venisse attivato, sarà possibile procedere con un ricorso in tribunale».
La LEDHA ha chiesto inoltre un appuntamento urgente ai vertici delle istituzioni coinvolte, da Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio Regionale della Lombardia a Daniele Bosone presidente dell’Unione Province Lombarde, fino a Giuliano Pisapia, sindaco della Città Metropolitana di Milano.
Parallelamente, l’organizzazione ha chiesto anche alla FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap), della quale costituisce la componente lombarda, di continuare ad attivarsi presso il Presidente del Consiglio e il Ministro dell’Istruzione per risolvere la questione.

«Quei servizi – dichiara ancora Donatella Morra – sono previsti dalla Legge 104/92 come diritti esigibili e gratuiti, che devono essere garantiti, indipendentemente dai problemi gestionali o economici degli enti pubblici. Per questo motivo, tramite le associazioni aderenti alla nostra Federazione, abbiamo deciso di iniziare una campagna di informazione a tutte le famiglie coinvolte, offrendo il supporto necessario per rivolgersi alla Magistratura, nel caso le Istituzioni continuino a non trovare una soluzione a questo problema».
Un capitolo a sé, infine, merita la paradossale, quasi kafkiana, situazione di Milano, che viene ricordata sempre dalla LEDHA. Qui, infatti, il Comune (sindaco Giuliano Pisapia) ha avvisato con una lettera le famiglie che non potrà più sostenere il servizio di trasporto e assistenza educativa nelle scuole superiori perché di competenza della Città Metropolitana. Le stesse famiglie, però, hanno ricevuto anche un’altra comunicazione da parte della Città Metropolitana (sindaco sempre Giuliano Pisapia), ove vengono informate che gli uffici non riceveranno neanche le domande di attivazione del servizio perché nessuno ha attribuito loro questa competenza… (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@ledha.it.

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