Le “matrici ecologiche” miglioreranno la qualità della vita

Con il cosiddetto “Progetto Matrici”, l’Associazione ANFFAS ha puntato a costruire un progetto individuale di vita – rivolto alle persone adulte con disabilità intellettive e/o evolutive – in linea con i più avanzati paradigmi scientifici e culturali, raccogliendo inoltre molti dati utili a orientare i decisori politici e istituzionali, per il miglioramento delle politiche di welfare e di sviluppo. I risultati conclusivi dell’iniziativa verranno presentati il 15 giugno a Roma

Uomo con disabilità intellettiva dà la mano a una donna non disabile«Favorire l’inclusione sociale e il raggiungimento delle pari opportunità per le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, rendendo concreto il diritto, sancito dall’articolo 14 della Legge 328/00, alla predisposizione di un progetto individuale attraverso la sperimentazione delle cosiddette “matrici ecologiche”, strumento innovativo di screening [“individuazione”, N.d.R.] dei bisogni della persona, che saranno adattate alle esigenze delle persone con disabilità intellettive e/o evolutive in età adulta anche attraverso l’individuazione e la formazione della figura del case manager*. Tale sperimentazione consentirà di avviare percorsi innovativi di valutazione e progettazione, di misurare l’efficacia dell’utilizzo di tali strumenti e della figura del case manager e anche, cosa molto importante, di raccogliere e analizzare dati utili per orientare i decisori politici al miglioramento delle politiche di welfare e di sviluppo».
Era stato presentato così, nel settembre dello scorso anno, un progetto promosso dall’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) e denominato appunto Strumenti per l’inclusione sociale – Matrici ecologiche e progetto individuale di vita per adulti con disabilità intellettive e/o evolutive, o più semplicemente “Progetto Matrici”, che avvalendosi del confinanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha visto la partecipazione di una quindicina di strutture associative dell’ANFFAS stessa e di circa un migliaio di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale e dei loro familiari e operatori.

L’evento conclusivo, durante il quale verranno presentati i risultati dell’importante iniziativa, è ora in programma per lunedì 15 giugno a Roma (Grand Hotel Palatino, Via Cavour, 213, ore 10-16.30), con l’introduzione e le conclusioni affidate a Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS.
«Questa sperimentazione – spiegano dall’Associazione promotrice – ha consentito di avviare percorsi innovativi di valutazione e progettazione, di misurare l’efficacia dell’utilizzo delle “matrici ecologiche” e della figura del case manager, oltreché di raccogliere e analizzare dati utili per orientare i decisori politici verso il miglioramento delle politiche di welfare e di sviluppo. L’evento del 15 giugno, dunque, sarà l’occasione per consegnare nelle mani delle Istituzioni competenti gli interessanti risultati dell’iniziativa e soprattutto un nuovo sistema di approccio, ancorato ad evidenze scientifiche con cui si potranno valutare i reali bisogni di ogni singola persona con disabilità e la quantità, qualità e intensità dei sostegni necessari a garantire la piena inclusione sociale e la miglior qualità di vita possibile». (S.B.)

*In questo contesto, per “case manager” si intende un operatore titolare della responsabilità dei bisogni e dei progressi della persona, oltreché del coordinamento delle risorse.

È disponibile il programma completo dell’incontro del 15 giugno a Roma. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comunicazione@anffas.net.

Stampa questo articolo