Le ONLUS e il bollo auto in Friuli Venezia Giulia

Con un’istanza presentata al Consiglio Regionale, il Centro Servizi Volontariato del Friuli Venezia Giulia chiede l’esenzione dal pagamento della tassa di circolazione per gli automezzi delle organizzazioni di volontariato, appositamente trasformati per il trasporto di persone con disabilità, applicando estensivamente e uniformemente una vecchia norma del 1953, così come è già stato già fatto in altre Regioni

Autoveicolo adattato per il trasporto delle persone con disabilità

Un autoveicolo adattato per il trasporto delle persone con disabilità

Dopo che anche l’Agenzia delle Entrate di Pordenone si è allineata a quelle delle altre Province del Friuli Venezia Giulia, revocando l’esenzione dal pagamento della tassa di circolazione per gli automezzi delle organizzazioni di volontariato, appositamente trasformati per il trasporto di persone con disabilità, il CSV (Centro Servizi Volontariato) della Regione, per tramite del suo presidente Sergio Silvestre (presidente anche del CoorDown, il Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), ha presentato un’istanza al Consiglio Regionale, chiedendo di «chiarire definitivamente l’applicabilità di quella norma in forma omogenea su tutta la Regione».
«Tutto parte – spiega lo stesso Silvestre – dal DPR n. 39 del 1953 (Testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche), che esentava testualmente “gli autoveicoli esclusivamente destinati da enti morali ospedalieri o da associazioni umanitarie al trasporto di persone bisognose di cure mediche o chirurgiche, quando siano muniti di apposita licenza”. Ebbene, sono state proprio le parole “apposita licenza” a creare non pochi grattacapi ai solerti funzionari, trovatisi di fronte a un caso irrisolvibile, in quanto le organizzazioni di volontariato sono “esentate” dal possedere tali licenze quando esercitano la loro attività di trasporto non per fini commerciali, ma secondo i propri fini istituzionali».
«La parola passa dunque alla Regione – sottolinea ancora Silvestre – che dovrà trovare urgentemete una soluzione, così come hanno già fatto sull’argomento molte altre Regioni – cui spetta per legge il compito primario di individuare i soggetti esentati – quali la Lombardia, il Veneto, la Puglia, le Marche e le Province Autonome di Trento e Bolzano, che hanno appunto emanato appositi regolamenti o leggi attuative, chiarendo definitivamente l’applicabilità della norma esentiva nei confronti delle ONLUS e delle associazioni di volontariato». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Sergio Silvestre (ssilvestre@libero.it).

Stampa questo articolo