Una “cittadella dello sport” che guarda alla disabilità

Creare una sorta di “cittadella dello sport”, con un centro e un team di tecnici professionisti, capaci di seguire gli atleti con disabilità nelle varie discipline, in collaborazione con la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Udine e con l’Istituto di Riabilitazione Gervasutta della città friulana, organizzando eventi sportivi nazionali e internazionali: è questa l’iniziativa di grande valore sociale, promossa da quattro associazioni sportive di Codroipo (Udine)

Luca Campeotto

Luca Campeotto, giovane campione paralimpico di atletica, allenato dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Atletica 2000 di Codroipo (Udine)

L’unione fa la forza: appare quanto mai appropriato, il noto detto proverbiale, nel caso dell’iniziativa denominata Diversabilità, promossa recentemente nel corso di un convegno sul turismo sostenibile in Friuli Venezia Giulia, da quattro associazioni sportive di Codroipo (Udine), vale a dire le Associazioni Sportive Dilettantistiche Atletica 2000, Polisportiva e Arcieri, insieme alla locale Sezione del CAI (Club Alpino Italiano), con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di attività sportive praticate da persone con disabilità.
«Si tratta – spiega Matteo Tonutti, vicepresidente dell’Associazione Atletica 2000 – di un progetto pilota di integrazione tra associazioni ed enti pubblici, per fornire spazi e strutture adatte agli sport per persone con disabilità e “normodotati”, unendo due categorie capaci di integrarsi, con l’obiettivo comune di favorire il benessere, una cultura di interazione sociale e lo sport».
Con il sostegno delle Istituzioni, dunque, si vuole creare una sorta di “cittadella dello sport”, con un centro e un team di tecnici professionisti, capaci di seguire gli atleti con disabilità nelle varie discipline, in collaborazione con la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Udine e con l’Istituto di Riabilitazione Gervasutta della città friulana, organizzando eventi sportivi nazionali e internazionali.
«Vorremmo coinvolgere i Comuni, le associazioni e le scuole – dichiara ancora Tonutti – cercando di utilizzare lo sport come strumento di inclusione. Stiamo tra l’altro già allenando un grande atleta, Luca Campeotto, ventiseienne bi-amputato, già campione italiano paralimpico nei 100, 200 e 400 metri, candidato a partecipare alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro del prossimo anno».
A questo punto, il passaggio successivo sarà quello di mettere tutto “sulla carta”, in modo da poter presentare un progetto definitivo che serva a sensibilizzare le Istituzioni e dare il via a questa iniziativa di grande valore sociale. (Laura Sandruvi)

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