Bollettino delle barriere, dall’Italia adriatica

Dai traghetti accessibili di Cesenatico (Forlì-Cesena), all’immobilismo della città di Ancona, fino alle promesse mantenute dall’Assessore ai Lavori Pubblici della Regione Abruzzo: una rapida carrellata su alcune notizie buone e meno buone, in àmbito di barriere, provenienti dal versante adriatico del nostro Paese

Traghetto di Cesenatico (Forlì-Cesena), reso accessibile alle persone con disabilità motoria in carrozzina

Traghetto di Cesenatico (Forlì-Cesena), reso accessibile alle persone con disabilità motoria in carrozzina

Notizie buone e meno buone, sul fronte delle barriere, arrivano dal versante adriatico del nostro Paese.
Partiamo dalla Riviera Romagnola ed esattamente da Cesenatico, la nota località balneare in provincia di Forlì-Cesena, dove il blog ItaliAccessibile informa che grazie al lavoro condiviso tra la locale Consulta del Volontariato – e in particolare del Gruppo di Lavoro per il Superamento dell’Handicap di essa – l’Associazione Paraplegici dell’Emilia Romagna, la Capitaneria di Porto, l’Amministrazione Comunale e i gestori del servizio di traghetti, è stato possibile abbattere le barriere architettoniche presenti all’ingresso dei traghetti, consentendo quindi l’accesso anche alle persone con disabilità motoria in carrozzina.

Scendendo nelle Marche, invece, vanno registrate molte più ombre che luci ad Ancona, dove queste ultime sono costituite dall’Ordine del Giorno approvato recentemente dal Consiglio Comunale, con il quale «si impegna la Giunta a ritenere l’attuazione del PEBA una priorità per la città, impegnandosi ad una sua applicazione immediata».
I PEBA, com’è ben noto, sono quei Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche, prescritti quasi trent’anni fa dalla Legge 41/86, che però soltanto una minoranza di Enti Locali ha finora adottato.
Come avevamo tra l’altro riferito nel settembre dello scorso anno, Piero Fassino, presidente dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), aveva invitato tutti i Sindaci che non avessero già provveduto ad avviarne l’adozione, sollecitando, inoltre, e impegnando gli organi comunali preposti, ad assicurare «la piena fruibilità degli spazi pubblici da parte di tutti i cittadini».
Nel caso di Ancona, tuttavia – ed ecco le “ombre” – una mozione analoga era già stata approvata dal Consiglio Comunale il 17 maggio 2010, senza alcun esito concreto. A segnalarcelo è l’APM (Associazione Paraplegici delle Marche), che riporta anche una nota di Renato Biondini, segretario della Cellula di Ancona dell’Associazione Coscioni, nella quale si ricordano le numerose iniziative attuate in questi anni, volte a denunciare, in tema di PEBA, «la situazione di illegalità dei Comuni delle Marche e quindi anche di Ancona».
Rivolgendosi quindi al Sindaco e alla Giunta di Ancona, Biondini ribadisce: «Adesso dovete adottare il PEBA, ve lo chiede anche la vostra stessa maggioranza! Quanto dobbiamo ancora aspettare?». Un quesito cui ha avuto seguito, nei giorni scorsi, anche una diffida al Comune di Ancona, da parte dello stesso Biondini, «ad adottare il PEBA e il PAU (Piano di Accessibilità Urbana) o ad esporre le ragioni del ritardo entro il termine di 30 giorni dalla ricezione della presente richiesta, con l’espresso avvertimento che, in difetto, si agirà comne per legge ai sensi dell’articolo 328 del Codice Penale».

Arriviamo infine in Abruzzo, dove sembrano invece del tutto positive le notizie riportate dall’Associazione Carrozzine Determinate, ovvero che «tutti i comuni costieri dovranno avere almeno una spiaggia pubblica senza barriere».
Ciò deriva da una nota diffusa dall’assessore regionale ai Lavori Pubblici Donato Di Matteo, con il quale, tra l’altro, le stesse Carrozzine Determinate avevano avuto recentemente un positivo incontro. Nello specifico, la protesta dell’Associazione abruzzese si era rivolta verso la cosiddetta “Legge Chiodi” (Legge Regionale 19/14, Norme per l’accesso alle spiagge degli animali da affezione), «non per vietare l’utilizzo della spiaggia pubblica agli animali – com’era stato scritto in una nota -, ma per consentire agli esseri umani, cioè alle persone con disabilità titolari di quei diritti inviolabili, di poter accedere alle spiagge pubbliche. In tal senso avevamo chiesto all’allora governatore Gianni Chiodi di modificare, integrare o istituire una nuova legge anche per gli esseri umani, ma ad oggi nulla è stato fatto».
La risposta positiva, come detto, è arrivata dall’assessore ai Lavori Pubblici Di Matteo, che ha dichiarato di essersi già attivato, con i propri esperti, «al fine di valutare le modalità più adeguate e veloci per rivedere la “Legge Chiodi”, affinché vengano adottate misure volte a tutelare e dare dignità alle persone con disabilità, imponendo ai Comuni di adattare e riservare tratti di spiaggia a loro, rendendoli accessibili. È infatti nostro dovere equilibrare una Legge già esistente che, come Regione Abruzzo abbiamo già adottato, e prevedere al suo interno misure a garanzia ed effettiva tutela delle persone con disabilità».
Secondo Claudio Ferrante, presidente dell’Associazione Carrozzine Determinate, si tratta certamente di «un altro duro colpo alle barriere architettoniche». (S.B.)

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