Nuove opportunità di accesso al mondo del lavoro

«Quando validamente sostenuta, l’autoimprenditorialità – sottolinea Franco Bettoni, presidente dell’ANMIL – può creare nuove e importanti opportunità lavorative. È però basilare accompagnare ogni iniziativa con un’adeguata attività di formazione, che consenta alla persona di affrontare e portare a termine un percorso di inserimento e di auto-occupazione». Per questo la stessa ANMIL ha lanciato il Bando “Re-Start Up”, ancora aperto fino al 4 settembre, per sostenere appunto l’imprenditorialità delle persone con disabilità

Giovane uomo in carrozzina al lavoro su una scrivania, mentre parla al telefono

È stato prorogato al 4 settembre (originariamente era stato fissato il 15 luglio), il termine ultimo per presentare le domande di partecipazione al Bando Re-Start up, iniziativa promossa dall’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) e dall’IRFA – ente istituito dall’ANMIL stessa, per la formazione delle vittime del lavoro – con l’obiettivo di sostenere l’imprenditorialità delle persone con disabilità, promuovendo la creazione di nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani, oltreché ricercando forme innovative di progettazione, produzione, distribuzione e fruizione di beni, ispirate e caratterizzate dall’applicazione dei principi del cosiddetto Design for All (“progettazione per tutti”), tecnologie digitali e, in particolare, dall’utilizzo di stampanti 3D.

«Le attuali criticità che caratterizzano il mercato del lavoro – spiega Franco Bettoni, presidente nazionale dell’ANMIL e anche presidente della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità) – non favoriscono di certo chi è in cerca di occupazione, tanto più se disabile. Per questo riteniamo che l’autoimprenditorialità, quando validamente sostenuta, possa creare nuove e importanti opportunità di accesso al mondo del lavoro. È però basilare accompagnare ogni iniziativa con un’adeguata attività di formazione, che dia alla persona le basi necessarie per affrontare e portare a termine un percorso di inserimento e di auto-occupazione».
In tale prospettiva, dunque, attraverso Re-Start Up, l’IRFA, in collaborazione la Società E-olo, attiva nei settori della formazione e della consulenza organizzativa, intende sostenere le cosiddette “categorie svantaggiate” ad essere protagoniste del cambiamento e dell’innovazione.
«In pratica – sottolinea ancora Bettoni – secondo i dati della VII Relazione al Parlamento sull’attuazione della Legge 68/99. Anni 2012-2013, nel 2013, su quattro nuove persone con disabilità che si iscrivevano alla lista del collocamento obbligatorio, solamente uno trovava effettivamente lavoro. È proprio a fronte di numeri come questi, che dimostrano l’inefficacia della normativa, che abbiamo deciso di dare vita a progetti come Re-Start Up».

La fruizione del percorso formativo potrà avvenire previa adesione al relativo bando, cui potranno partecipare vittime di infortuni sul lavoro, vittime indirette (vedove/i e orfani) e anche tutte le persone con disabilità appartenenti alle “categorie protette” di cui alla Legge 68/99.
Verranno approvati e sostenuti fino a un massimo di venti progetti, e i contributi verranno erogati a fondo perduto per un importo pari a 16.000 euro complessivi, sotto forma di servizi utili a dare avvio alla start-up, ovvero mediante un percorso formativo di quaranta ore teoriche e ottanta di affiancamento con tutor, con consulenza e assistenza organizzativa e fiscale per la durata di un anno. (S.B.)

Per ogni informazione (e assistenza) riguardante il Bando Re-Start Up: restartup@irfa.anmil.it.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficio.stampa@anmil.it.

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