Nuove frontiere della riabilitazione in acqua

Metodo riabilitativo per il trattamento di patologie psicomotorie gravi e gravissime, elaborato nell’àmbito dell’IRIFOR (l’Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione dell’UICI), l’I.Po.P. (idrostimolazione polisensoriale psicomotoria) – seguito con attenzione anche dalla comunità scientifica internazionale – sta ora entrando in modo sempre più concreto anche nell’Università La Sapienza di Roma, presso la quale è stato presentato un nuovo corso nazionale di specializzazione, basato appunto su tale strategia

Seduta di I.Po.P. (idrostimolazione polisensoriale psicomotoria)

Una seduta basata sul Metodo I.Po.P. (idrostimolazione polisensoriale psicomotoria)

Nei giorni scorsi a Roma, presso l’Ospedale Universitario Sant’Andrea, in un aula della Seconda Facoltà di Medicina dell’Università La Sapienza, l’IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione dell’UICI-Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) ha presentato la seconda edizione del Corso Nazionale di Specializzazione per Riabilitatori Esperti nel Metodo I.Po.P., strategia innovativa per il trattamento di patologie psicomotorie gravi e gravissime (ove I.Po.P. sta per idrostimolazione polisensoriale psicomotoria), che sta dando apprezzabili risultati concreti.
L’IRIFOR, del resto, ormai da anni affianca Luca Labianca, curatore scientifico del metodo, e Mirco Fava, il terapista che ha ideato il concetto di idrostimolazione, nello sviluppo di questo protocollo, che dai primordi ad oggi può dirsi molto evoluto e strutturato.

La partenza è stata l’intuizione di Fava di considerare l’acqua non solo come “l’ambiente” in cui trattare la rieducazione motoria, ma anche e soprattutto come “lo strumento”. L’acqua è passata così da “complemento oggetto” a “soggetto” dell’azione idroterapeutica. In seguito, un apporto cruciale è arrivato dall’incontro con Mario Castagnini, neurologo ed esperto in terapia dei disturbi neuromotori, dal quale si è acquisito il concetto fondamentale di coinvolgimento e collaborazione con l’ambiente familiare del soggetto in terapia.
Infine, il terzo elemento che caratterizza, arricchisce e completa l’I.Po.P. è dato dagli strumenti di valutazione e classificazione introdotti da Labianca, per rendere possibile una verifica e un’oggettivizzazione del percorso terapeutico con linguaggio condiviso e riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale e che infatti ha permesso di introdurre la metodica ai più alti livelli di discussione accademica.

Come dicevamo, il metodo, ad oggi, ha già avuto l’attenzione della comunità scientifica internazionale, essendo stato selezionato tra i lavori presentati lo scorso anno al convegno mondiale dell’AAOS (American Academy of Orthopaedic Surgeons), la più importante kermesse internazionale di ortopedia, tenutasi a New Orleans negli Stati Uniti e, in rapida successione, al Congresso Mondiale della ISPRM (International Society Of Physical and Rehabilitation Medicine), svoltosi a Cancun nel Messico. In entrambi quei casi la presentazione è stata affidata ai citati Labianca e Fava.
Ora, dunque, una nuova affermazione della bontà del lavoro finora svolto è giunta all’Università La Sapienza di Roma, con la quale, per altro, la collaborazione da parte dell’IRIFOR era già stata attivata da circa tre anni, portando a concretizzare un laboratorio di presentazione di I.Po.P., attivato nel terzo anno del Corso di Laurea in Fisioterapia tenuto dall’Ateneo presso l’Ospedale Sant’Andrea. Nei giorni scorsi, tuttavia, tale collaborazione ha avuto un nuovo impulso.
Il direttore del Corso di Fisioterapia, nonché associato della Cattedra di Neurologia e responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Malattie Neuromuscolari del Sant’Andrea, Giovanni Antonini, che ha assistito alla presentazione del succitato nuovo corso di specializzazione, si è dichiarato entusiasta del lavoro svolto e della strutturazione del corso stesso, tanto da esprimere la propria volontà di attivare, in vista dell’anno accademico 2016-2017, un Master per la Specializzazione nel Metodo I.Po.P., da realizzare in collaborazione con l’IRIFOR.

Da ultimo, ma non ultimo, alla presentazione del corso ha assistito anche Antonello Montanaro, che sempre presso l’Ospedale Sant’Andrea si occupa di Ortopedia Pediatrica e Malattie Neuromuscolari, oltre ad essere docente alla Scuola di Specializzazione di Ortopedia e Traumatologia diretta da Andrea Ferretti, di cui ha annunciato l’invio di una proposta all’IRIFOR, per una collaborazione con l’Unità Operativa Complessa di Ortopedia e Traumatologia, ai fini di una ricerca su I.Po.P., da realizzare già nel prossimo anno accademico.

Direttore centrale dell’IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione, Ente dell’UICI-Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).

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