Perché chiudere l’Ospedale Oftalmico di Torino?

Tante le firme raccolte, altrettante le proteste di medici, pazienti e associazioni, ma nonostante tutto ciò l’Ospedale Oftalmico di Torino quasi sicuramente chiuderà e con esso anche il suo Centro di Riabilitazione Visiva, struttura che lavora a pieno ritmo, dimostrando l’importanza di affiancare agli interventi sanitari la riabilitazione di tipo sociale. Una scelta che viene ritenuta «incomprensibile» dall’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) del capoluogo piemontese

Ospedale Oftalmico di Torino

L’Ospedale Oftalmico di Torino verrà quasi certamente chiuso

Nonostante le 35.783 firme raccolte, oltre alle rimostranze di medici, pazienti e associazioni di categoria, quasi sicuramente l’Ospedale Oftalmico di Torino chiuderà. Le attività – promettono gli Enti Locali – saranno trasferite in altre strutture, anche se al momento non è dato sapere quali. E sul futuro gravano pesanti incognite.
Tra le realtà in prima linea nel farsi portavoce di questo disagio c’è anche l’UICI di Torino (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), che ha appunto espresso forti perplessità sulla chiusura della struttura, viste anche le ingenti risorse recentemente stanziate per ristrutturarla.
Tale scetticismo, poi, deriva dalla stessa esperienza diretta maturata dall’UICI in tanti anni di lavoro presso l’Oftalmico. Insieme ad altre realtà, infatti, l’Associazione, su mandato dell’ASL Torino 1, gestisce le attività del CRV (Centro di Riabilitazione Visiva), ove grazie alla professionalità di educatori, psicologi, tecnici ed esperti, ogni giorno vengono proposti corsi di autonomia e orientamento (dall’uso del bastone bianco alla mobilità domestica), di alfabetizzazione Braille, di informatica (collettivi e individuali, con particolare riferimento ai programmi per persone con disabilità visiva), oltreché attività di supporto psicologico e molto altro.
Per fornire un dato, solo nello scorso anno il Centro si è fatto carico di 8.052 prestazioni, dimostrando l’importanza di affiancare agli interventi sanitari la riabilitazione di tipo sociale. Ora, però, sul CRV, così come sul resto dell’Ospedale Oftalmico di Torino, si addensano le nubi dell’incertezza.

«Non è affatto banale – dichiara Franco Lepore, presidente dell’UICI di Torino – trovare una collocazione adatta per il Centro. Infatti, proprio perché frequentato da persone con disabilità, esso dev’essere facilmente raggiungibile e rispondere a precisi criteri di accessibilità. Più in generale, poi, la scelta di smantellare l’Ospedale Oftalmico ci sembra davvero incomprensibile. Parliamo di una struttura efficiente, che garantisce un presidio di Pronto Soccorso aperto tutti i giorni 24 ore su 24, nella quale sono attive cinque sale operatorie, dotate delle attrezzature più sofisticate. Da notare anche che negli ultimi tempi il bilancio dell’Ospedale era in attivo, e tuttavia, al di là di questo, la logica non può essere sempre e solo quella del risparmio a ogni costo. In gioco c’è il diritto alla salute, tutelato dalla nostra Costituzione. Ci batteremo quindi perché questo diritto non sia calpestato e perché i pazienti non debbano subire le conseguenze di scelte amministrative discutibili». (L.M. e S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa UICI di Torino (Lorenzo Montanaro), ufficio.stampa@uictorino.it.

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