Un innovativo studio sull’epilessia farmacoresistente

Circa il 30% delle persone con epilessia sono affette da una forma detta “farmaco resistente”, che non risponde cioè alle terapie farmacologiche condotte in maniera corretta. A tali forme della malattia si è rivolto un innovativo studio italiano, l’unico, in àmbito di epilessia, ad essere stato selezionato per la presentazione, da parte dell’importante congresso internazionale sulle malattie neurologiche svoltosi nelle scorse settimane a San Francisco

Realizzazione grafica con onde elettriche nel cervello di un uomo

La parola epilessia deriva dal greco “epilambanein”, ovvero “essere colti di sorpresa”

Un innovativo studio sull’epilessia farmacoresistente – ovvero una di quelle forme di epilessia che non rispondono alle terapie farmacologiche condotte in maniera corretta -, condotto in collaborazione tra l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, l’Università di Siena e quella di Ferrara, è stato l’unico dedicato a questa tematica, ad essere selezionato per la presentazione dagli organizzatori dell’importante congresso internazionale sulle malattie neurologiche di San Francisco, svoltosi qualche settimana fa.
La ricerca fa capo al gruppo di lavoro del Centro per l’Epilessia Farmacoresistente di Siena, coordinato dal neurologo Raffaele Rocchi, con il collega Giampaolo Vatti e il neurochirurgo Aldo Mariottini, afferenti al Dipartimento di Scienze Neurologiche e Neurosensoriali, diretto da Alessandro Rossi. Hanno partecipato anche Clelia Miracco dell’Università di Siena e Giuseppe Valacchi e Franco Cervellati dell’Università di Ferrara.
In sostanza, il lavoro di tale gruppo ha consentito di mettere in luce particolari alterazioni cellulari e proteiche nei neuroni cerebrali e la scoperta di tale meccanismo, pubblicata dalla rivista «BBA Molecular Basis of Disease», potrà contribuire allo sviluppo di farmaci innovativi, per la cura delle epilessie più gravi. «Il passo successivo – dichiara Raffaele Rocchi – riguarderà la ricerca di molecole utili a limitare lo stress ossidativo, che è alla base di molte patologie neurologiche».
Il Centro per l’Epilessia dell’Ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena è nato una quarantina di anni fa e dal 1999 vi è operativo un programma per la chirurgia dell’epilessia, destinato ai pazienti resistenti alle terapie farmacologiche, che ha raggiunto oggi una rilevanza di livello nazionale. (S.B.)

Ringraziamo per la segnalazione l’OMAR (Osservatorio Malattie Rare).

Ricordiamo che tra le principali organizzazioni italiane impegnate sul fronte dell’epilessia vi è l’AICE, l’Associazione Italiana Epilessia aderente alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficio stampa@osservatoriomalattierare.it.

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