A venti giorni dal nuovo anno scolastico

Potranno avvalersi anche quest’anno, tutti gli alunni e gli studenti con disabilità, dei necessari servizi di assistenza e trasporto? La situazione è ancora fluida, pur tenendo conto dei 30 milioni di euro in arrivo con la Legge riguardante gli enti territoriali, tanto che in Lombardia, ad esempio, la Federazione LEDHA aveva inviato, alla fine di luglio, una formale lettera di diffida alla Città Metropolitana di Milano e alle Province di Cremona, Pavia e Varese

Classe di scuola affollataCome riferito all’inizio del mese dal nostro giornale, è ancora in corso quella che da mesi è diventata una vera e propria “battaglia”, per salvaguardare i servizi di assistenza e trasporto agli studenti con disabilità, dopo la soppressione delle Province, sancita dalla cosiddetta “Legge Delrio” (Legge 56/14: Disposizioni sulle Città Metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni), ovvero di quegli Enti che tali servizi garantivano.
Una prima “toppa” è arrivata con il Decreto Legge 78/15 sugli enti territoriali, divenuto poi la Legge 125/15, che ha previsto uno stanziamento di 30 milioni di euro (articolo 8, comma 13 quater), destinato appunto ai servizi di supporto scolastico. E tuttavia 30 milioni, come avevamo pure sottolineato, sembrano appena sufficienti ad arrivare al mese di dicembre prossimo.

Riferiremo a breve degli sviluppi (positivi) riguardanti la Campania. Qui torniamo ad occuparci delle iniziative condotte ormai da lungo tempo su questo fronte, da parte della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che proprio alla fine di luglio aveva deciso di inviare una formale lettera di diffida al Sindaco della Città Metropolitana di Milano e ai Presidenti delle Province di Cremona, Pavia e Varese, chiedendo di «produrre in tempi brevi tutti gli atti necessari per l’immediata attivazione dei servizi di assistenza alla comunicazione, assistenza ad personam e trasporto, garantendo così un regolare avvio dell’anno scolastico a tutti gli alunni con disabilità iscritti presso scuole secondarie di secondo grado e a tutti gli alunni con disabilità sensoriale iscritti in ogni ordine e grado di scuola». In caso contrario, come scritto dai legali firmatari del documento, «verrà proposta ogni azione prevista dall’ordinamento, per impedire il verificarsi di discriminazioni, in base a quanto stabilito, tra l’altro, dalla Legge 67/06, e comunque per il pieno rispetto del diritto all’istruzione e all’inclusione scolastica delle persone con disabilità».

«Gli studenti con disabilità che vivono in provincia di Cremona, Pavia e Varese e sul territorio della Città Metropolitana di Milano – aveva sottolineato in una nota il presidente della LEDHA Alberto Fontana – non hanno ad oggi avuto alcun riscontro concreto alle loro richieste di veder garantiti i servizi di supporto all’istruzione e questa è una situazione per la quale non vi sono più alibi. Infatti, dopo che la Legge Regionale Lombarda 19/15 ha confermato alle Province le funzioni già conferite alla data di entrata in vigore della Legge stessa, non ci sono più scuse. E questo a maggior ragione, dopo la decisione del Governo di stanziare 30 milioni di euro per i servizi di trasporto, assistenza alla comunicazione e assistenza ad personam».

Sempre negli ultimi giorni di luglio, per altro, alcune parziali rassicurazioni erano arrivate dalla Città Metropolitana di Milano circa la messa a bilancio di almeno 5 milioni e mezzo di euro per l’attivazione dei servizi. Dichiarazioni che erano state accolte con soddisfazione dalla LEDHA, per la quale, tuttavia, il presidente Fontana aveva ribadito la necessità di «far parlare finalmente i fatti» e l’intenzione, da parte della Federazione lombarda, di voler «procedere con un ricorso antidiscriminatorio». Allo stesso modo era stato confermato anche un incontro per il 7 settembre con le famiglie, in cui illustrare le modalità necessarie per presentare i singoli ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), in caso di inadempienze. «Ovviamente – aveva concluso Fontana – saremmo di certo molto contenti e sollevati di poter rinunciare a queste ultime iniziative». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@ledha.it.

Stampa questo articolo