Perché in Calabria non scompaia il welfare

Una petizione diretta al Presidente della Regione è stata lanciata in Calabria, chiedendo il pagamento degli emolumenti arretrati riguardanti le case famiglia, i centri di accoglienza, le comunità e i servizi sociali erogati a favore delle persone più deboli, «per impedire – come si legge nella presentazione dell’iniziativa – lo smantellamento del welfare nella Regione e per far sì che quest’ultima non diventi sempre di più un territorio dove vengono calpestati i Diritti delle persone più indifese»

Uomo con disabilità davanti a una finestra con grata«Nel corso degli ultimi anni, e in particolare in quest’ultimo, si sta mettendo in forte discussione la stessa esistenza della Rete dei Servizi Sociali della Regione Calabria a causa della mancata erogazione delle rette a favore dei Comuni e dei soggetti accreditati e convenzionati con lo stesso Ente Regionale. Abbiamo dunque lanciato questa petizione per impedire lo smantellamento del welfare (case famiglia, centri di accoglienza e comunità per minori, disabili, donne in difficoltà con bambini e anziani) nella Regione Calabria; per non diventare sempre di più una Regione invivibile, dove vengono calpestati i Diritti delle persone più deboli e indifese, che necessitano di assistenza e protezione».
Parla dal sé il testo con cui CO.RI.S.S. ONLUS (Cooperative Riunite Socio-Sanitarie) ha lanciato il 4 agosto scorso una petizione rivolta al presidente della Calabria Mario Oliverio, per il Pagamento immediato degli emolumenti arretrati degli anni 2014 e 2015, per le case famiglia, i centri di accoglienza, le comunità e i servizi sociali erogati a favore delle persone più deboli della Regione Calabria.
L’iniziativa, va detto, ha già incontrato il favore di numerosi operatori e cittadini sensibili ai temi della solidarietà e del sociale. (S.G.)

Per firmare la petizione di cui si parla nella presente nota, cliccare qui. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: coriss@coriss.it.

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