L’agricoltura sociale, risorsa per l’inclusione

«Una norma che riconosce il valore di buone prassi già funzionanti nel nostro Paese e che ne premia la responsabilità sociale verso lavoratori con disabilità o comunque svantaggiati. E una norma in cui vengono menzionati tra l’altro anche i servizi “terapeutici” con l’ausilio di animali o la coltivazione delle piante»: così la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) commenta con favore la recente approvazione della nuova legge sull’agricoltura sociale

Persona con disabilità impegnata in un'impresa di agricoltura sociale

Una persona con disabilità impegnata in un’impresa di agricoltura sociale

«Vista l’attenzione alle persone con disabilità, faremo il possibile per promuovere la diffusione concreta di questa nuova norma. È una risorsa in più che vogliamo sia valorizzata in funzione dell’inclusione sociale».
Così Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), commenta le nuove Disposizioni in materia di agricoltura sociale, testo definitivamente approvato alla Camera a inizio agosto.

«Si tratta – come si legge in una nota diffusa dalla FISH – di una norma che riconosce il valore di buone prassi già funzionanti nel nostro Paese e che ne premia la responsabilità sociale verso lavoratori con disabilità o comunque svantaggiati. La stessa definizione di “agricoltura sociale” sembra descrivere esperienze significative già in atto che vanno dall’inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e svantaggiati inseriti in progetti di riabilitazione sociale alle attività sociali di servizio per le comunità locali, usando le risorse, materiali e immateriali, proprie dell’agricoltura». «Nella nuova Legge – si sottolinea ancora – vengono menzionati anche i servizi “terapeutici” con l’ausilio di animali o la coltivazione delle piante e infine l’educazione ambientale e alimentare rivolta a tutti, oltre alla salvaguardia della biodiversità animale (fattorie sociali e didattiche)».
«È un ambito – dichiara ancora Falabella – a cui ci piace riferirci perché è strettamente legato anche alla qualità dell’ambiente oltre che a un’imprenditorialità moderna, sensibile e sostenibile. Questa Legge, dunque, oltre ad aprire nuove strade e progettualità, riconosce soprattutto valori ed esperienze già consolidati».

L’iniziativa passerà ora alle Regioni, agli Enti Locali e agli Enti Pubblici in generale. In particolare, le Regioni, nell’àmbito dei Piani di Sviluppo Rurale, potranno promuovere specifici programmi per la multifunzionalità delle imprese agricole, con particolare riguardo alle pratiche di progettazione integrata territoriale e allo sviluppo dell’agricoltura sociale.
Chi poi gestisce mense scolastiche e ospedaliere potrà prevedere come criterio di priorità nelle forniture la provenienza dei prodotti da operatori di agricoltura sociale.
Infine, gli Enti Pubblici Territoriali potranno dare in concessione anche agli operatori dell’agricoltura sociale, a titolo gratuito, i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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