Giusy Versace, che abbatte i muri

«È un altro muro che cade per il mondo della disabilità – scrive Claudio Arrigoni – quello di vedere Giusy Versace alla conduzione della “Domenica Sportiva”, perché mai, non solo in Italia, una trasmissione sportiva di così grande importanza era stata condotta da una persona con disabilità. E a un anno esatto dalle Paralimpiadi 2016 di Rio de Janeiro, è ancora più significativo che sia una campionessa paralimpica a condurre il programma sportivo più importante della televisione pubblica italiana»

Giusy Versace e Alessandro Antinelli

I due conduttori della “Domenica Sportiva” su RAI 2, ovvero la campionessa paralimpica Giusy Versace, insieme al giornalista Alessandro Antinelli

Giusy mette i tacchi e va a parlare di calcio. Chiaro: potrebbe farlo anche senza tacchi. Altrettanto chiaro: non gli ha ordinato il medico di mettersi a parlare di calcio. Semplicemente, glielo ha chiesto il direttore di Raisport, Carlo Paris. E lei ha detto sì! Non senza averci pensato giorni e giorni, oltre ad avere ascoltato un po’ di gente che le vuole bene.
Così, la Domenica Sportiva, una di quelle trasmissioni che hanno fatto e continuano a fare la storia della RAI, ha trovato in Giusy Versace, grande sprinter paralimpica e non solo, uno dei due volti di conduzione, insieme ad Alessandro Antinelli, giornalista che lo sport, tutto, lo mastica, e bene. Ora, dopo il minirodaggio delle puntate iniziali, si può dire: brava!

È stata un’ottima scelta per lei, una grande scelta per la RAI, un altro muro che cade per il mondo della disabilità. Mai, non solo in Italia, una trasmissione sportiva di così grande importanza come la Domenica Sportiva è stata condotta da una persona con disabilità. Anzi, è bastato che una bravissima conduttrice senza un braccio, Cerrie Burnell, fosse protagonista, qualche tempo fa, di un programma per bambini della BBC, la TV pubblica inglese, per scatenare le proteste – non molte per fortune – di alcuni genitori inglesi. Motivo: i bimbi e le bimbe si turbano, come avevamo raccontato a suo tempo in InVisibili, il blog del «Corriere della Sera.it».

Giusy non racconta che non ha le gambe per un incidente di qualche anno fa. Conduce il programma insieme ad Antinelli, fa domande, cerca di capire e di far capire, sorridendo come è giusto che sia.
La Domenica Sportiva è partita con un doppio record di ascolti, ben al di sopra della media di rete. Ma questo non è il punto fondamentale. Giusy che abbatte i record questa volta ha abbattuto un muro. Ci è abituata: la vittoria nel programma RAI Ballando con le Stelle del 2014 ha portato una persona amputata a entrambe le gambe come lei ogni settimana e di più nelle case di milioni di italiani. Giusto a mostrare che è sempre meglio guardare le abilità e non la disabilità. È quello che accade con lo sport paralimpico, del quale è fra le massime espressioni.

Vedere Giusy lì è un evento davvero per il piccolo grande mondo della disabilità, solo pochi anni fa inconcepibile. La TV, spesso, è il regno del mondo finto. Lo sport è sport di tutti, in ogni condizione. Il prossimo anno, proprio fra un anno in questo periodo, Rio de Janeiro vivrà la gioia della Paralimpiade. Ecco perché è ancora più significativo che ci sia una campionessa paralimpica a condurre il programma sportivo più importante della televisione italiana. Un bel segnale. Un altro passo avanti.

Testo già apparso – con il titolo “Giusy Versace, la DS e i muri che cadono” – in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it». Viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.

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