Per liberare bambini e ragazzi dalla povertà educativa

Che cosa determina la povertà educativa, cioè la privazione di competenze necessarie ai bambini e agli adolescenti per crescere e vivere, coltivare aspirazioni e talenti? Quanto incide la povertà economica, la provenienza geografica e l’origine della famiglia e quanto la mancanza di infrastrutture adeguate? Quesiti particolarmente importanti – pensando anche ai minori con disabilità, “i più vulnerabili tra i vulnerabili” – ai quali tenterà di rispondere Save the Children, con un Rapporto che verrà presentato nei prossimi giorni

Due ragazzi in una casa diroccata (foto di Paolo Patruno)

(foto di Paolo Patruno)

Quali sono i fattori che determinano la povertà educativa, cioè la privazione di competenze necessarie ai bambini e agli adolescenti per crescere e vivere, coltivare aspirazioni e talenti? Quanti sono i minori in Italia che non hanno accesso a servizi educativi di qualità e che sono esclusi da attività formative, sportive e culturali? Quanto incide la povertà economica, la provenienza geografica e l’origine della famiglia e quanto la mancanza di infrastrutture adeguate?
Tutti quesiti e temi particolarmente importanti, pensando anche alla situazione dei minori con disabilità, che in ogni settore risultano sempre essere “i più vulnerabili tra i vulnerabili” e senza mai dimenticare che, come è stato scritto anche nei giorni scorsi su queste pagine, «la disabilità è causa ed effetto di povertà, causa perché se si possiede una caratteristica socialmente dimenticata si è esclusi dalla società ed effetto perché se si è poveri spesso si conseguono disabilità (di salute, di cultura, di genere ecc.)».

A quelle domande e a molte altre tenterà di rispondere il Secondo Rapporto di Save the Children intitolato Illuminiamo il Futuro – Obiettivi 2030 per liberare i bambini dalla povertà educativa, che verrà presentato nella mattinata del 14 settembre a Roma, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, nell’àmbito dell’omonima campagna, lanciata lo scorso anno.
Quel documento contiene infatti una serie di dati inediti, analisi originali e di obiettivi da raggiungere nei prossimi quindici anni, sui quali la nota organizzazione non governativa sollecita l’impegno di tutti, per contrastare un fenomeno che ostacola la crescita di milioni di bambini nel nostro Paese.
L’incontro del 14 settembre sarà anche un’occasione per fare il bilancio delle attività dei Punti Luce, centri socio-educativi che Save the Children sta attivando in Italia nelle aree più deprivate.

Oltre agli esponenti dell’organizzazione promotrice, saranno presenti Claudio De Vincenti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio; Enrico Giovannini dell’Università di Roma Tor Vergata, già ministro e presidente dell’ISTAT, Chiara Saraceno dell’Università di Torino, Stefano Scarpetta, direttore del Dipartimento Lavoro e Affari Sociali dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e Linda Laura Sabbadini, direttore del Dipartimento Sociale dell’ISTAT. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@savethechildren.org.

Stampa questo articolo