Come può crescere un Paese senza Salute?

«Ci allarmano alcune dichiarazioni del Presidente del Consiglio – afferma il Coordinatore Nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva – perché si tradurrebbero in circa 8 miliardi di euro in meno per il Servizio Sanitario Nazionale, rispetto a quanto previsto dal Patto per la Salute 2014-2016 e dalla Legge di Stabilità per il 2015». «Se servono risorse – aggiunge – il Governo intervenga sul “tesoretto” di circa 50 miliardi annuali di spesa corrente extrasanitaria delle Regioni»

Simbolo della Sanità che si spacca«Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio ci allarmano particolarmente, perché si tradurrebbero in circa 8 miliardi di euro in meno per il Servizio Sanitario Nazionale, rispetto al livello di finanziamento previsto dal Patto per la Salute 2014-2016* e dalla Legge di Stabilità per il 2015. Miliardi che si aggiungerebbero ai 30 di tagli accumulati negli ultimi cinque anni».
È questo il commento di Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva, alle dichiarazioni del presidente del Consiglio Renzi durante la trasmissione televisiva Otto e mezzo del 14 settembre scorso, su La7. In tale occasione, Renzi aveva sostanzialmente dichiarato che «sulla Sanità, proprio male che vada, avremo le stesse cifre di quest’anno, cioè nel 2016 le stesse cifre del 2015».

«A questo punto – aggiunge Aceti – lo sbandierato rilancio della Sanità Pubblica attraverso quanto Previsto dal Patto per la Salute è pienamente smentito da queste dichiarazioni. Invece, piuttosto che continuare a smantellare il Servizio Sanitario Nazionale, se c’è necessità di trovare risorse, è opportuno che il Governo intervenga sul “tesoretto” di circa 50 miliardi di euro annuali di spesa corrente extrasanitaria delle Regioni, sulla quale poco o niente si è fatto in questi anni. Un intervento mirato potrebbe addirittura portare all’alleggerimento del peso dei ticket per i cittadini e condurre a compimento quelle riforme che stanno a cuore ai cittadini e alle persone affette da patologie croniche e rare, come l’aggiornamento dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), la revisione del Nomenclatore Tariffario e l’aggiornamento dell’elenco delle malattie croniche e rare». «Altro che disinvestimenti – conclude – come fa un Paese a crescere se i cittadini non sono in salute?». (S.B.)

*Il Patto per la Salute – del quale nel luglio del 2014 è stato definito quello per il 2014-2016 – è un accordo finanziario e programmatico tra il Governo e le Regioni, di valenza triennale, in merito alla spesa e alla programmazione del Servizio Sanitario Nazionale, finalizzato a migliorare la qualità dei servizi, a promuovere l’appropriatezza delle prestazioni e a garantire l’unitarietà del sistema.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa@cittadinanzattiva.it.

Stampa questo articolo