Chiediamo Vita Indipendente, quella vera

Una manifestazione di protesta è in preparazione per il prossimo mese di ottobre, da parte dell’AVI Toscana (Associazione Vita Indipendente), che denuncia come «la Regione Toscana stia bloccando da due anni la possibilità ad altre persone con grave disabilità di accedere ai finanziamenti individuali per la Vita Indipendente, riducendo ulteriormente gli importi assegnati a coloro che ne usufruiscono, importi già di per se irrisori rispetto alle concrete necessità»

Particolare di uomo in carrozzina che stringe la ruota della stessa«I finanziamenti per la Vita Indipendente servono alle persone disabili per retribuire le/gli assistenti personali. Senza assistenza personale, una persona con handicap grave non può: coricarsi, girarsi nel letto, alzarsi, bere, mangiare, urinare, evacuare, lavarsi, vestirsi, sopravvivere in caso di incendio, terremoto ecc., uscire di casa per condurre una vita attiva; insomma, vivere con la stessa libertà degli altri. Quindi, per i disabili gravi, i finanziamenti per l’assistenza personale sono indispensabili più di quanto l’acqua e il pane lo sono per tutti gli esseri umani. Ed è di fondamentale importanza che sia l’utente disabile a retribuire l’assistente personale, proprio per garantire che quest’ultimo esegua istruzioni e volontà del disabile e non quelle di cooperative e di assistenti sociali».
Questa fondamentale premessa arriva dall’AVI Toscana – l’Associazione Vita Indipendente che opera anche da coordinamento territoriale per ENIL Italia (European Network on Independent Living) – che la ritiene necessaria nel denunciare come «la Regione Toscana si vanti di avere stanziato 9 milioni all’anno per la Vita Indipendente dei disabili gravi e di avere con questa cifra soddisfatto 800 richieste», mentre in realtà «la Regione stessa ha bloccato da due anni la possibilità ad altri disabili di accedere a tali finanziamenti individuali e a chi ne fruisce ne sta riducendo ulteriormente una gran parte, su degli importi già di per sé irrisori rispetto alle necessità concrete di chi è davvero in gravi difficoltà».
«Distribuire a pioggia cifre irrisorie a un certo numero di persone – si sottolinea ancora – non ha niente a che vedere col rispetto della giustizia sociale e non è altro che il tentativo di costruzione clientelare del consenso».

L’AVI Toscana, dunque, sta preparando su tali temi una grande manifestazione di protesta, prevista per il prossimo mese di ottobre, durante la quale verranno richiesti: «l’aumento del finanziamento per la Vita Indipendente in modo da rispondere alle necessità espresse dalla persone davvero in difficoltà. Una rendicontazione mediante autocertificazione a grandi voci, senza dover provvedere a raccogliere le attestazioni di spesa. La continuazione dell’erogazione del contributo per la Vita Indipendente alle persone con disabilità grave già fruitrici di esso, anche al compimento dei 65 anni di età; la possibilità, inoltre, per i disabili gravi riconosciuti prima dei 65 anni, di accedere al contributo anche dopo il compimento di tale età; nessuna compartecipazione al costo dei servizi sociali per chi ha un handicap grave, per i conviventi e per i familiari di primo grado; l’utilizzo anche delle risorse del Fondo Sociale Europeo 2014-2020 a favore della Vita Indipendente delle persone con disabilità». (S.B.)

Ringraziamo per la segnalazione Marina Voudouri.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: avitoscana@avitoscana.org.

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