Emergenza e fragilità: gli ospedali e le strutture sanitarie

L’obiettivo degli appuntamenti organizzati ad Ascoli Piceno, nell’àmbito del Progetto “Emergenza e fragilità”, è quello di diffondere il concetto che la progettazione e l’attenzione ai “cittadini fragili” (bambini, anziani, persone con disabilità), ovvero la prevenzione, debbano assumere un peso sempre più grande. Questa volta, nella città marchigiana, si parlerà, il 29 settembre, di ospedali e strutture sanitarie, edifici in cui la fragilità di fronte alle emergenze caratterizza la maggior parte degli occupanti

Vigili del Fuoco che soccorrono alcune persone con disabilità dopo un incendio

Vigili del Fuoco che soccorrono alcune persone con disabilità dopo un incendio

Lo scorso anno il primo appuntamento era stato dedicato al tema La sicurezza inclusiva dal progetto dell’ambiente costruito alla pianificazione dell’emergenza, questa volta, invece, si parlerà del Progetto degli edifici strategici a partire dall’emergenza: Ospedali e strutture sanitarie, durante la seconda edizione di Emergenza e fragilità, convegno nazionale in programma per martedì 29 settembre ad Ascoli Piceno (Auditorium CARISAP, Rua del Cassero, ore 8.30-17), a cura dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Ascoli Piceno, in collaborazione con il Coordinamento Volontariato Piceno di Protezione Civile.

«L’iniziativa -spiega Elisabetta Schiavone, responsabile scientifica del progetto Emergenza e fragilità e referente del gruppo di lavoro Accessibilità dell’Ordine degli Architetti di Ascoli – rientra fra le attività di aggiornamento professionale rivolte agli architetti e accreditate dal CNA (Consiglio Nazionale degli Architetti). Essa è aperta alla partecipazione delle professioni tecniche, degli operatori del soccorso, del personale medico e infermieristico e di quanti siano interessati a conoscere le criticità e le buone pratiche connesse con la pianificazione e la gestione dell’emergenza all’interno delle strutture sanitarie, edifici in cui la fragilità caratterizza la maggior parte degli occupanti».
«La chiave di lettura – prosegue Schiavone – è il progetto, per considerare come le scelte costruttive, la definizione dei percorsi e degli spazi distributivi, le tecnologie e i dispositivi impiegati, la segnaletica e altri elementi, siano in grado di determinare il livello di sicurezza dell’edificio, rispetto a incidenti interni o calamità, in funzione degli strumenti di prevenzione e gestione dell’emergenza adottati sempre, considerando la specificità degli occupanti. In tal senso, le nuove norme in materia di progettazione, costruzione ed esercizio delle strutture sanitarie, pubbliche e private, tra cui il Decreto del Ministero dell’Interno del 19 marzo 2015, hanno l’obiettivo di garantire elevati standard di sicurezza e sono orientate verso minori interventi di protezione passiva in favore di misure di protezione attiva e gestionali, tra cui soluzioni per assicurare la maggiore autonomia possibile degli occupanti nell’affrontare gli eventi emergenziali. Emergenza e fragilità vuole dunque offrire un contributo ai tecnici nell’applicazione della norma, attraverso la rappresentazione di criticità e buone pratiche, mediante l’analisi di casi studio, tra cui l’esperienza dei recenti eventi sismici italiani, gli esiti di una ricerca effettuata sulle strutture ospedaliere nel Regno Unito interessate da incendi di grande entità e i dati ottenuti dalle prove di evacuazione su strutture sanitarie a carattere residenziale sul territorio marchigiano e nazionale».

Ad aprire la prima sessione della giornata, dedicata agli Scenari e strumenti per il progetto, sarà Giuseppe Romano, direttore centrale per l’Emergenza del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che introdurrà il tema a partire dall’esperienza italiana nella tutela delle strutture strategiche in emergenza, seguito dal comandante provinciale di Ascoli Piceno dei Vigili del Fuoco, Mauro Malizia, che farà il punto sulle strutture ospedaliere delle Province di Ascoli e Fermo, considerando il tema specifico del rischio incendio. Sarà quindi la volta di Philippe Boutinaud, alto rappresentante dei Vigili del Fuoco di Parigi, che rappresenterà l’esperienza nella capitale francese.
Dal canto suo, Tullio Pozone, direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza dell’Ospedale dell’Aquila, offrirà ai presenti il punto di vista di chi si trova ad operare all’interno di una struttura compromessa e in assenza di strumenti in grado di offrire una risposta a un evento di tale entità, come accadde appunto nel caso dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila la notte del 6 aprile 2009.
Proseguirà sulla vulnerabilità delle strutture ospedaliere al rischio sismico Agostino Goretti dell’Ufficio Rischio Sismico e Vulcanico del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, mentre Teresa Villani, docente al Dipartimento di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma, porterà un contributo sugli strumenti di modellazione come ausilio alla progettazione.

La sessione pomeridiana sarà dedicata invece al tema Esperienze, criticità e buone prassi, con l’intenzione di offrire una panoramica sulle esperienze maturate in àmbito italiano ed europeo.
Aprirà Stefano Zanut del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Pordenone, che illustrerà una ricerca condotta sui casi di incendio rilevanti sugli ospedali del Regno Unito. Seguiranno Lorenzo Pecorella del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Trieste, che affronterà il tema dell’evacuazione delle Residenze Sanitarie per Anziani e Catia Graciotti, responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione delle Sedi della Lega del Filo d’Oro – organizzazione aderente alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – che riporterà l’esperienza delle prove di evacuazione condotte all’interno della sede centrale di Osimo (Ancona) dell’Associazione, che ospita persone sordocieche, tramite cui sarà possibile operare una lettura delle criticità ambientali eventualmente riscontrate.

Nella tavola rotonda che concluderà il convegno, il presidente dell’Ordine degli Architetti di Ascoli, Valeriano Vallesi, inviterà i primari delle Unità di Emergenza e Urgenza dei due Ospedali della Provincia, Paolo Groff per l’Ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto e Massimo Loria per l’Ospedale Mazzoni di Ascoli, a riportare le loro esperienze e riflessioni, utili nella programmazione di interventi futuri su opere che, nel tempo, hanno visto e vedranno importanti modifiche in risposta alle esigenze del territorio.
Al confronto parteciperanno anche il citato Mauro Malizia dei Vigili del Fuoco di Ascoli Piceno e Cosimo Golizia, presidente nazionale dell’European Disaster Manager.

Modereranno i lavori dell’intera giornata Elisabetta Schiavone e Umberto Cuccioloni, presidente del Coordinamento del Volontariato Piceno di Protezione Civile.
«Questo secondo appuntamento di Emergenza e fragilità – conclude la stessa Schiavone – conferma la volontà di affrontare il tema della riduzione del rischio in caso di catastrofe, includendo il progetto e l’attenzione alla fragilità tra i parametri che concorrono a determinare la resilienza funzionale delle strutture sanitarie, ospedali in primis, con l’obiettivo di limitare l’intervento di soccorso in favore di misure di prevenzione che passino attraverso la risposta dell’ambiente costruito. Tale approccio è stato oltremodo sancito anche dall’UNISDR (United Nations Office for Disaster Risk Reduction), l’Agenzia delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi in situazioni di disastro, che ha dedicato l’ultimo quinquennio alla promozione, allo sviluppo e alla ricognizione delle buone pratiche su scala internazionale, per ciò che attiene la pianificazione e la gestione dell’emergenza in presenza di persone fragili, tra cui bambini, anziani e persone con disabilità, attività riportate anche nella Conferenza Mondiale di Sendai, in Giappone, lo scorso mese di marzo».

Da segnalare ancora che a patrocinare l’iniziativa saranno la Regione Marche, la Provincia di Ascoli Piceno, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, il Comune di Ascoli, l’AIMC (Associazione Italiana di Medicina delle Catastrofi), CERPA Italia (Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità), la Lega del Filo d’Oro e il Lions Club Ascoli Piceno Host.
Da ultimo, ma non ultimo, la sottotitolazione dell’evento, per l’accessibilità alle persone sorde e ipoudenti, sarà curata dall’Associazione CulturAbile. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Segreteria Scientifica (Elisabetta Schiavone), elisabettaschiavone@live.it.

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