La sfida di SporT21 Italia

In considerazione dei benefìci derivanti dalla pratica sportiva e tenuto conto del grande interesse da parte di tante organizzazioni e società, CoorDown – il Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down – ha costituito l’associazione SporT21 Italia, ambiziosa e importante sfida, voluta per diffondere sia la pratica, sia la cultura dello sport, che vede come protagoniste le persone con sindrome di Down o con altre disabilità intellettive e/o relazionali

Giovane mini-rugbista con sindrome di Down

Un giovane con sindrome di Down, avviato al mini-rugby

Da sempre CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down) considera lo sport – quando praticato con criterio e qualità – un eccellente strumento di integrazione, al pari della scuola e del lavoro.
Sono molte, del resto, le persone con sindrome di Down che praticano lo sport a livello promozionale o agonistico. Basta osservare i risultati e le prestazioni tecniche, spesso capaci di sorprendere, per capire che non si tratta di “sportivi di serie B”, ma di atleti preparatissimi, che in più portano con sé un messaggio sociale di grande valore. Fare sport da atleti con disabilità, infatti, vuol dire accettare una doppia sfida, da una parte con se stessi, dall’altra con il pregiudizio delle persone.

In considerazione dunque dei molteplici benefìci derivanti dalla pratica sportiva e tenuto conto del grande interesse da parte di tante organizzazioni e società, CoorDown ha deciso di costituire l’associazione di volontariato sportiva dilettantistica SporT21 Italia ONLUS, al fine di poter indirizzare e condividere l’attività su tutto il territorio nazionale.
Nel nome scelto, il suffisso “T21” fa ovviamente riferimento alla trisomia 21, vale a dire l’altro modo per indicare la sindrome di Down.
SporT21 ha già sottoscritto una convenzione di collaborazione con Special Olympics Italia – il programma internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche per le persone, ragazzi e adulti, con disabilità intellettiva – per tutte le attività promozionali del programma sportivo ed è già affiliata alla FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale), per quanto riguarda il calendario di tutte le discipline sportive.
Si tratta quindi di un’ambiziosa e importante novità nel mondo della disabilità, un progetto cui possono aderire singoli atleti, volontari e associazioni che si occupano di sindrome di Down e di altre disabilità intellettive, che si pone tra i propri obiettivi quello di stipulare accordi e convenzioni con tutte le società sportive, le Federazioni, i Comitati Paralimpici e gli Enti di Promozione Sportiva che ne condividano gli scopi, al fine di organizzare eventi, gare e allenamenti sportivi destinati a persone con disabilità intellettiva o relazionale, fornendo loro opportunità di sviluppo sociale, fisico e mentale e migliorandone la qualità di vita.

Proprio in questi giorni, al PalaRoma di Montesilvano (Pescara), SporT21 sta inaugurando la propria attività con il 2° Trofeo di Calcio a 5 CoorDown-Fisdir Categoria C21, iniziativa in occasione della quale è in programma anche un convegno strutturato in due sessioni, Lo sport quale strumento di inclusione e sue interazioni nella fase di apprendimento e Avviamento allo sport attraverso le discipline di squadra: il basket con le Baskiadi.
Nel 2016, poi, si svolgeranno gli Adria Special Games a Bibione (Venezia), grande festa di sport internazionale, cui parteciperanno atleti con disabilità intellettiva e/o relazionale provenienti da nove nazioni, impegnati in venti diverse discipline.

Alla carica di presidente della nuova Associazione è stato eletto Sergio Silvestre, che è anche presidente di Coordown, mentre il vicepresidente è Carlo Tiano e il segretario direttore nazionale Elisa Orlandini. Fanno parte inoltre del Consiglio Nazionale Martina Fuga e Luigi Porrà.
«Oltre ai benefìci in termini fisici – dichiara Silvestre – ogni disciplina sportiva porta con sé delle precise dinamiche che consentono ai ragazzi, attraverso una sana competizione, di interagire, di mettersi in gioco e di dimostrare quali possano essere le loro reali capacità. Gli atleti con sindrome di Down hanno enormi potenzialità, basta metterli alla prova. Per questo è fondamentale che sempre più famiglie, grazie a SporT21, possano avvicinare i propri figli al mondo dello sport, nel modo più giusto, anche grazie al sostegno delle Istituzioni, degli Enti Territoriali e delle Società Sportive».

Da dire infine che SporT21 si impegnerà anche per favorire la massima conoscenza e approfondimento delle problematiche riguardanti la disabilità intellettiva e relazionale, per garantire un’adeguata azione di integrazione sociale e per incentivare studi, ricerche, seminari, stage e corsi di formazione e aggiornamento per tecnici sportivi, dirigenti, medici, operatori socio-sanitari e volontari. (F.D.C.V.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@coordown.it (Federico De Cesare Viola).

Stampa questo articolo