Le persone con disabilità visiva devono poter studiare

«Chiediamo un incontro ai referenti istituzionali, ma se questo non dovesse produrre i risultati sperati, ci riserviamo di porre in atto tutte le azioni necessarie, per garantire il diritto allo studio delle persone con disabilità visiva»: lo scrive l’UICI lombarda ai rappresentanti del Governo Regionale e dell’Unione delle Province, denunciando numerosi elementi che «pregiudicano agli studenti ciechi e ipovedenti la possibilità di intraprendere un’efficace ed efficiente percorso scolastico»

Aula di scuola vuota«Abbiamo preso atto con profonda preoccupazione delle segnalazioni provenienti dalle famiglie e dalle strutture territoriali associative sullo stato dei servizi di integrazione scolastica degli allievi disabili visivi, dalle quali emerge la grave disomogeneità qualitativa e quantitativa (se non addirittura il rischio di una mancata erogazione), dei servizi offerti dall’area metropolitana, dagli enti di secondo livello di area vasta e dalle residue province, che pregiudica la fruizione di pari diritti e la possibilità di intraprendere un’efficace ed efficiente percorso scolastico degli studenti ciechi e ipovedenti».
È questa la denuncia proveniente dal Consiglio Regionale Lombardo dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), che ne ha scritto in tal senso a tutti i rappresentanti del Governo della Lombardia – Presidente della Regione in testa – oltreché al Presidente dell’UPL (Unione Province Lombarde).

«La frammentazione del servizio sugli enti locali territoriali di livello medio – prosegue la lettera inviata agli esponenti istituzionali dall’UICI lombarda, a firma del presidente Nicola Stilla – il rischio di un uso improprio e incontrollato delle figure professionali che costituiscono l’insieme indivisibile di questo servizio, la non garanzia di un’adeguata fornitura di materiali e testi accessibili, la “vaucerizzazione” spesso improvvisata che non garantisce qualità e interezza al servizio, nonché, in taluni casi, un incivile e incostituzionale assoggettamento del medesimo all’ISEE, sono divenuti per noi elementi ormai non più tollerabili».
L’Associazione, inoltre, rileva «un’interpretazione arbitraria, da parte del presidente dell’Unione Province Lombarde e di taluni amministratori locali della normativa vigente e della Delibera Regionale X/3431 del 17 aprile 2015», riguardante, quest’ultima, l’intesa tra la Regione e la stessa Unione delle Province Lombarde, resa necessaria dalla cosiddetta “Legge Delrio” (Legge 56/14), che ha portato, com’è noto, alla ridefinizione generale degli Enti Provinciali.

«Al fine dunque di giungere a una soluzione corretta del problema – conclude la lettera – che sia rispettosa delle normative vigenti e dei diritti costituzionali inalienabili dovuti ai cittadini in materia di istruzione e formazione», l’UICI della Lombardia «chiede con urgenza, non oltre la metòà di ottobre, un incontro congiunto con il Presidente dell’Unione Province Lombarde e con il Sottosegretario Regionale alle Riforme Istituzionali, Enti Locali, Sedi Territoriali e Programmazione Negoziata». Contemporaneamente, però, lo stesso Consiglio Regionale dell’UICI, unitamente alla FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionale delle Persone con Disabilità) e alle famiglie, «dichiara lo stato di mobilitazione permanente e qualora l’incontro non dovesse essere accordato nei tempi richiesti o non dovesse produrre i risultati sperati, si riserva di porre in atto tutte le azioni di lotta che riterrà necessarie, ivi comprese le eventuali azioni legali, al fine di garantire il diritto allo studio delle persone con disabilità visiva». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: addettostampa@uicilombardia.org (Massimiliano Penna).

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