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Un promemoria per essere più indipendenti nel lavoro

Persone con sindrome di Down impegnate nel Progetto "OMO (On my Own... at Work)"

Alcune persone con sindrome di Down impegnate nel Progetto “OMO (On my Own… at Work)”

È partita nei giorni scorsi in Italia e in Portogallo, con due gruppi di quattro lavoratori per ogni ogni Paese, inseriti in quattro diversi alberghi a Porto, Lisbona e Roma, la sperimentazione di sei mesi dell’applicazione (App) prodotta all’interno del Progetto OMO (On my Own… at Work), che aiuterà i tirocinanti con sindrome di Down ad essere più indipendenti nel loro lavoro.
Avviato nel settembre dello scorso anno, OMO – di cui abbiamo già avuto occasione di occuparci – si avvale del finanziamento della Commissione Europea, nell’àmbito del Programma Erasmus + Key Action 2 (Cooperation for Innovation and the Exchange of Good Practices – Strategic Partnerships) e si protrarrà esattamente per tre anni. Capofila ne è l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) e gli altri partner sono l’EDSA (European Down Syndrome Association), la Fondazione Adecco Italia, la Fundacion Adecco, l’APPT21 (Associação Portuguesa de Portadores de Trissomia 21), il Gruppo Axis Hotéis & Golfe, Sol Meliá Italia, l’Università di Bologna e quella di Roma Tre.
La app, personalizzabile per ogni lavoratore permette di ricordare le fasi della giornata di lavoro, le singole mansioni, lo svolgimento di un compito. Un promemoria, quindi, che anche ogni albergo avrà la possibilità di personalizzare, in relazione alla propria organizzazione del lavoro. È previsto anche un supporto per i colleghi tutor, cui verrà offerta la visione di video di pochi minuti, per aiutarli a riflettere sulle modalità più adeguate di svolgimento del loro ruolo di colleghi/insegnanti dei giovani tirocinanti con sindrome di Down.
Al termine della prima fase, la sperimentazione verrà estesa a un gruppo più ampio di tirocinanti, prima di rilasciare la versione definitiva dell’applicazione. (M.R.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampaaipd@gmail.com (Marta Rovagna).