Assistenza scolastica: il rimpallo delle responsabilità

«Il rimpallo di responsabilità tra Governo, Regioni e Province deve finire. Vanno date al più presto certezze e risposte adeguate a un diritto incomprimibile quale quello all’inclusione scolastica»: a dirlo è la deputata Cinzia Fontana, riferendosi al problema tuttora irrisolto, in molte zone del Paese, dei servizi di assistenza e trasporto agli alunni con disabilità, questione sulla quale la stessa Fontana, insieme ad altre due Parlamentari, aveva presentato a suo tempo un’Interrogazione al Governo

Aula vuota di scuola superiore«Il rimpallo di responsabilità cui stiamo assistendo tra Governo, Regioni e Province deve assolutamente finire. Vanno quindi definite al più presto e in modo chiaro le funzioni, le deleghe e le risorse economiche ad esse assegnate, al fine di dare certezze e risposte adeguate a un diritto incomprimibile quale quello all’integrazione scolastica dei ragazzi disabili».
A dichiararlo in una nota è la deputata Cinzia Fontana, riferendosi a una questione tutt’altro che risolta, di cui il nostro giornale è costretto a occuparsi ormai da molti mesi, ovvero ai gravi disagi vissuti ancora in molte zone del nostro Paese, rispetto ai servizi di assistenza e trasporto agli studenti con disabilità. Disagi, lo ricordiamo ancora una volta, successivi alla soppressione delle Province, sancita dalla cosiddetta “Legge Delrio” (Legge 56/14: Disposizioni sulle Città Metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni), ovvero di quegli Enti che tali servizi garantivano.
Una prima “toppa” era arrivata per altro con il Decreto Legge 78/15 sugli enti territoriali, divenuto poi la Legge 125/15, che ha previsto uno stanziamento di 30 milioni di euro (articolo 8, comma 13 quater), destinato appunto ai servizi di supporto scolastico. E tuttavia 30 milioni, come avevamo pure sottolineato a suo tempo, sembrano appena sufficienti ad arrivare al mese di dicembre prossimo.
Lo evidenzia anche Fontana, ricordando appunto il perdurare del problema di «come continuare a garantire ai disabili un diritto oggetto di specifica tutela sia a livello internazionale che costituzionale».

La stessa Deputata, insieme alle altre Parlamentari Elena Carnevali e Daniela Gasparini, aveva anche presentato qualche mese fa una specifica Interrogazione al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, sottolineando che rispetto al processo di riordino reso necessario dalla citata Legge 56/14, «molte Regioni non hanno ancora legiferato in materia, altre hanno invece provveduto a legiferare individuando modalità diverse: alcune, infatti, hanno mantenuto le funzioni in capo alle Regioni con attribuzioni di risorse economiche, altre hanno delegato ancora le Province definendo tuttavia ruoli e risorse economiche non sempre sufficienti. Ciò sta determinando condizioni di profonda incertezza sulla garanzia del diritto allo studio di numerosi alunni disabili».
«Quali iniziative – chiedeva in conclusione l’Interrogazione – il Governo intende mettere in atto per superare l’incertezza su competenze e risorse in merito ai servizi di inclusione scolastica dei disabili e garantire così su tutto il territorio nazionale pari condizioni di diritto allo studio riferite al servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio frequentanti le scuole secondarie superiori, così come al servizio di integrazione scolastica a favore degli alunni con disabilità sensoriali?». (S.B.)

Ringraziamo per la segnalazione la LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e l’ANFFAS di Crema (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale).

È disponibile il testo integrale dell’Interrogazione Parlamentare presentata al Governo dalle deputate Carnevali, Fontana e Gasparini, di cui parliamo nella presente nota.

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